martedì 16 novembre 2010

25 novembre: Giornata mondiale contro la violenza sulle donne - Salviamo i consultori della Regione Lazio



Anche nel Lazio le donne sono mobilitate per combattere ogni forma di violenza che, direttamente o indirettamente, viene messa in atto nei confronti delle donne. Tempi bui e duri sono, per le donne, quelli che stiamo vivendo.


E’ in atto un attacco concentrico ai diritti delle donne che – partendo da più fronti, cinicamente organici tra loro – mira ad un solo obiettivo: cancellarne i diritti acquisiti con anni di lotte, isolarle l’una dalle altre per limitarne la forza, negarne l’autodeterminazione, ricacciarle nel privato, limitarne la reazione, indurle al silenzio. farle regredire.

Le donne del Lazio, native e migranti insieme si oppongono con forza a tutto questo e DICONO NO alla violenza che viene perpetrata nei confronti delle donne nei CIE (centri di identificazione e di espulsione), alla violenza insita nella visione ufficializzata nel Forum della Famiglia (quale famiglia, quella coniugata, con i documenti “a posto”, dove troppo spesso le donne sono vittime silenziose della violenza del coniuge regolarmente sposato?), alla violenza che scaturisce dalla precarietà che nega alle giovani donne il diritto al futuro e alla realizzazione di una maternità serena e responsabile.

Le donne del Lazio riunite in assemblea permanente da luglio DICONO NO alla proposta di legge Tarzia sulla riforma dei Consultori perché mira a chiudere quelli pubblici spostando gli stanziamenti su quelli privati di stampo confessionale, cancella con un colpo di spugna – un doloroso colpo di spugna - i diritti acquisiti dalle donne con anni di lotte negandone l’autodeterminazione.

Per combattere tutte e tutti insieme invitiamo le cittadine e i cittadini del Lazio a partecipare alla Manifestazione al presidio che si svolgerà sotto la sede della Regione Lazio, Via Rosa Raimondi Garibaldi, la mattina del 25 novembre prossimo alle ore 10.Partecipate numerose e numerosi. Invitiamo le nonne e i nonni a partecipare per rivendicare il loro diritto ad amare e curare i loro nipoti e per DIRE NO “all’obbligo ex lege di provvedere alla loro “custodia”.

Assemblea permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia
MANIFESTAZIONE 25 NOVEMBRE 2010 – ORE 10
REGIONE LAZIO – VIA ROSA RAIMONDI GARIBALDI 


venerdì 5 novembre 2010

BERLUSCONI E' FINI-TO


Siamo alla fine.

Resistono solo i fedelissimi aggrappati alla speranza che fu.

I più accorti lo hanno già abbandonato e ogni giorno si contano defezioni.

Anche importanti. Non è, come si è portati a credere, per l’ennesima dimostrazione di intolleranza verso le regole base del vivere civile, nemmeno per la sua incapacità di governare la sua libido, e nemmeno per il disprezzo verso le donne più volte ostentato.


Questa volta non ci sono nemmeno giudici comunisti o oscure trame della sinistra, magari ci fossero e dimostrassero che è viva.

Non è così. L’imperatore cadrà colpito dai suoi del-fini.

Le trote non sono capaci di tanto. Cadrà inesorabilmente e banalmente perché il delirio di onnipotenza che emana il potere annebbia il cervello.

Bastava non sottovalutare Fini e lasciargli un po’ di spazio e potere. Non è vero che il potere logora chi non ce l’ha.

La Storia insegna.


Tutti i dittatori sono vittime del loro delirio. Certo qualche parassita gli resterà accanto con la speranza sempre più flebile di guadagnarsi qualche onore e un buon riconoscimento.

Proprio come i pesciolini che nuotano vicino al pescecane.


Spariranno con lui. Per fortuna.

Fini ha capito per primo la deriva culturale intrapresa e la sua irreversibilità.

Ha scelto di stare nelle istituzioni, ridimensionato ma dignitosamente nelle regole.

E come Fini hanno scelto gli imprenditori e la base cattolica, la nomenclatura vaticana ancora no.


Non bastano più i servi che gridano al complotto, sono solo patetici. Non si torna indietro. Ed è già un bene, ma in questa subcultura populista da paese latinoamericano che è divenuta l’Italia non si intravvede una figura autorevole che possa disinnescare questo clima avvelenato e affrontare il disagio economico culturale. Lo spazio che si apre determina l’opportunità di ridivenire un paese civile e rispettato. Quando si comincerà dipende da Fini. Berlusconi è fini-to, speriamo non ne facciano un altro.

lunedì 1 novembre 2010

Gelmini: dovremmo prenderci spazio in RAI per dire la verità.. Sui precari? sulla scuola? Noooooo su Ruby.Ma Vergognati!



In un Paese normale ci si aspetta che ogni Ministro, responsabile del proprio Dicastero, si occupi dello stesso, cercando di ottenere i migliori risultati possibili.
In un Paese normale, appunto.
Sono di oggi le dichiarazioni accorate di MariaStella Gelmini.
Su cosa? Su i precari della scuola abbandonati al loro destino?
Sugli insegnanti di sostegno licenziati?
Sul NO di Tremonti a risorse per l'Università e Ricerca?
Nulla di tutto questo.
La Gelmini ha rilasciato a destra e manca un'accorata difesa del suo Premier riguardo l'affair Ruby:

Gelmini: dovremmo prenderci spazio in RAI per dire la verità

Basta telefonare a Minzolini no? Cara Ministra, ma non per parlare di precari e di una scuola pubblica lasciata a se stessa, ma di Ruby  perchè quelli sono i veri problemi del paese..Vero?
Ma capisco che per una che è dovuta correre a Reggio Calabria per superare l'esame di Stato forse è troppo complicato capire le priorità di un Paese che lei concorre a governare....

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