lunedì 29 settembre 2008

Voto dei giovanissimi al grido "Vienna non può diventare Istanbul"… Ecco come l’estrema destra raggiunge il 30% in Austria




I risultati delle lezioni politiche anticipate, appena svolte in Austria, hanno premiato inequivocabilmente l’estrema destra.

I risultati elettorali danno i Socialdemocratici al 30% e i Popolari, partito del centro moderato, al 26%, rispettivamente in calo dal 35% e 34% ottenuto nel 2006.
Per entrambi è il peggiore risultato dalla fine della Seconda guerra mondiale.

L'estrema destra del Partito della libertà di Heinz-Christian Strache ha ottenuto il 18%, contro l'11% di due anni fa, mentre l'altra formazione populista di destra, l'Alleanza per il futuro dell'Austria di Joerg Haider, ha preso l'11%, triplicando i voti dal 2006.

Un’alleanza governativa tra questi 2 partiti risulta assai improbabile, a causa delle divergenze personali tra i loro due leader: il 39enne Heinz-Christian Strache, nuovo volto della destra, è l’ex pupillo di Jeorg Haider e, quindi, il nuovo governo verrà nuovamente affidato , nonostante la sconfitta, alla coalizione Spoe (socialdemocratici) e Oevp (Popolari)

Ma quello che interessa veramente gli analisti politici europei, è capire le motivazioni che hanno portato il 30% degli austriaci a votare per l’estrema destra.

“In questo paese c’è sempre stata una forte tendenza anti europeista e un discreta paura dello straniero.
La campagna elettorale della Bzoe e della Fpoe è stata tutta incentrata su questi temi, con la promessa di una politica fortemente restrittiva nei confronti degli immigrati, e l’assicurazione di garantire più sicurezza, con una maggiore presenza di polizia nelle strade. Gli austriaci li hanno premiati”.


Ha dichiarato Conrad Seild, capo della redazione interni del quotidiano viennese Der Standard.

Va sottolineato, inoltre, come per la prima volta a questa elezione in Austria, hanno votato anche duecentomila giovani di 16 e 17 anni e, secondo molti opinionisti, il loro apporto sarebbe stato fondamentale per il trionfo dell’estrema destra.

Riassumendo, i punti vincenti di questa destra austriaca xenofoba e razzista
risultano essere stati:

No all’U.E.
Maggiore sicurezza e polizia nelle strade
Slogan tipo «Vienna non può diventare Istanbul»
Una tendenza xenofoba ed antieuropeista tra i giovanissimi

Qualcosa che a noi italiani suona come già sentito…


http://blog.panorama.it/mondo/2008/09/29/no-allue-e-no-agli-immigrati-ecco-perche-in-austra-ha-vinto-lestrema-destra/

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2008/09/austria-elezioni.shtml?uuid=eda996c0-8d7c-11dd-98db-4cccbd810836&DocRulesView=Libero

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79442

mercoledì 24 settembre 2008

Il Manifesto: fateci uscire!! Come la Finanziaria di Tremonti servirà a fare pulizia etnica dell’informazione


Stanno passando sotto silenzio (e potrebbe essere altrimenti? vista la situazione in cui ormai versa l’informazione in questo paese…) i tagli previsti ed operati dal governo Berlusconi nella Finanziaria ai fondi erogati per l'editoria cooperativa e politica.

Oltre agli aspetti (per nulla secondari e marginali) che questi tagli comporteranno in termini di diminuzione di posti di lavoro ed occupazione tra giornalisti e poligrafici, è importante sottolineare come cambia (in base a questa nuova norma) il meccanismo decisionale per l’elargizione dei fondi.

Non sarà più lo stato (con le sue leggi) a sostenere giornali, radio, tv che non hanno un padrone né scopi di lucro.
Sarà il governo (con i suoi regolamenti) a elargire qualcosa, se qualcosa ci sarà al fondo del bilancio annuale.
Specchio fedele di una «cultura» politica che, dall'alto di un oligopolio informativo, trasforma i diritti in concessioni, i cittadini in sudditi.


Riprendo oltre alle parole su citate un’altra “terribilmente” splendida espressione contenuta nell’editoriale del Manifesto:

il senso politico-culturale dell'operazione è una sorta di pulizia etnica dell'informazione, il considerare la comunicazione giornalistica una merce come tante altre.
Ed è la filosofia che ha colpito in questi ultimi anni tanti altri beni comuni, dal lavoro all'acqua.


Questa è la realtà, siamo un paese a cui il potere sta mettendo il bavaglio e la cosa più grave è che a nessuno importa e tutto questo sta passando sotto silenzio, tra l'indifferenza generale.

http://www.ilmanifesto.it/oggi/art79.html

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79283

http://www.agi.it/cronaca/notizie/200809241022-cro-rt11019-art.html

martedì 23 settembre 2008

2 paesi del bresciano scelgono di andare con Trento. Proprio vero che c’è sempre qualcuno più a nord di te, che ti considera un terrone da evitare…



Domenica e lunedì in 2 paesi del Bresciano (Valvestino e Magasa) si è svolto un referendum popolare per abbandonare l’appartenenza alla provincia di Brescia , ed andare a confluire in quella autonoma di Trento.

Il pericolo maggiore che si prospettava per i promulgatori del referendum, era il non riuscire a raggiungere il quorum, visto che molti residenti lavorano lontano dai paesi.

Pericolo facilmente scongiurato:
99 votanti a Magasa (ne servivano 88 sui 174 aventi diritto) e 126 votanti a Valvestino (necessari erano 122 su 241 aventi diritto).

Pochissimi coloro che si sono espressi contro l’abbandono della provincia lombarda: 19 nel primo comune, 37 nel secondo.

Morale della favola: c’è sempre qualcuno più a nord di te, che ti considera un terrone da evitare.

Leghisti bresciani..Terun!!

http://www.quibrescia.it/index.php?/content/view/7920/1/

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