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martedì 29 novembre 2011

La Freedom Flotilla è tornata: progetto Benvenuti in Palestina 2012




CONTRO L’ASSEDIO, CONTRO L’OCCUPAZIONE,
CON OGNI MEZZO NECESSARIO


Il 27 novembre si è tenuta a Roma l’assemblea nazionale per presentare i progetti di lavoro del coordinamento italiano della Freedom Flotilla.

Le prossime assemblee si terranno il 4 dicembre 2011 in Liguria a :

SARZANA , ore 11 presso il Centro Sociale Barontini

GENOVA 
, ore 16 presso Circolo Arci Bellevylle, Vico Calvi

IMPERIA, ore 20,30 presso il Circolo Arci Handala, via Mameli

Nel corso delle assemblee faremo un resconto dello stato dei lavori della FREEDOM FLOTILLA, presentiamo il nuovo progetto internazionale : BENVENUTI IN PALESTINA 2012 e valuteremo assieme ai partecipanti la possibilità di creare comitati territoriali di sostegno.


Ci sarà anche la presentazione della nuova associazione DIMA,onlus e i suoi progetti di solidarietà con il popolo palestinese.

Il nostro lavoro, nell’immediato futuro, sarà quello di organizzare assemblee locali, in diverse città italiane, per spiegare le iniziative e lo stato dei lavori della nostra delegazione italiana presso i coordinamenti internazionali, per creare comitati territoriali di lavoro e di sostegno. Chiediamo di segnalarci le città interessate per l’organizzazione di questo tipo di assemblee, contattate i comitati territoriali e/o roma@freedomflotilla.it




***
Resoconto assemblea nazionale del 27 novembre a Roma

Il 27 novembre si è tenuta a Roma l’assemblea nazionale per presentare i progetti di lavoro del Coordinamento Italiano della Freedom Flotilla. 

Si è parlato dell’ importanza di internazionalizzare la solidarietà con la resistenza palestinese che si è concretizzata negli ultimi anni in coordinamenti internazionali attorno ad importanti iniziative tese a sbloccare l’assedio di Gaza e fermare l’occupazione illegale di territorio palestinese da parte di Israele. 

Si è analizzata la capacità che queste iniziative hanno avuto di : 

1. Essere veicoli mediatici fondamentali per informare sulla realtà drammatica della Palestina sotto occupazione Israeliana. 

2. Essere strumento efficace per la costruzione di un fronte internazionale coeso e politicamente utile a fronteggiare il sostegno dei governi alla politica di occupazione israeliana. 

Si è quindi ribadita la necessità di continuare in questa direzione, ossia continuare a coordinarsi e partecipare ad iniziative a livello internazionale quali: 

BENVENUTI IN PALESTINA 2012

FREEDOM FLOTILLA

Si è presentata la neonata associazione Dima, onlus (sarà presto online il sitowww.dima-onlus.it ) fondata da alcuni di noi, con l’obiettivo di affiancare, alle iniziative di lotta, anche iniziative di solidarietà vera e propria con il popolo palestinese. Dima collaborerà con l’associazione “Ghassan Kanafani” e l’asilo che sarà realizzato a Khan Younis porterà il nome del nostro amico e compagno Vittorio Arrigoni. 
Il nostro lavoro nell’immediato futuro, sarà quello di organizzare assemblee locali, in diverse città italiane, per spiegare le iniziative e lo stato dei lavori della nostra delegazione italiana presso i coordinamenti internazionali. 



Chiediamo ai compagni e sostenitori della palestina di collaborare segnalando ai contatti territoriali o alla mail redazione@freedomflotilla.it le città interessate ad ospitare assemblee di presentazione progetti di lavoro, come quella che si è appena tenuta a Roma.

martedì 25 ottobre 2011

La Freedom Flotilla Italia è di nuovo in pista. Buon lavoro!




La Freedom Flotilla Italia è di nuovo in pista, e non soltanto per organizzare i prossimi convogli navali diretti a Gaza, ma per assumere come parte integrante del nostro lavoro tutte le iniziative dirette a rompere l’assedio, a combattere l’occupazione, a boicottare Israele ed a sostenere la società civile palestinese, nel quadro di quella rivoluzione araba che sta squassando la geopolitica dell’intero scacchiere mediterraneo.
E’ sulla base di questo progetto ambizioso che ci stiamo impegnando nella preparazione della prossima missione “Benvenuti in Palestina 2012”, che porterà centinaia, se non migliaia di persone nella Palestina occupata, per rompere il muro dietro il quale Israele vuole confinare l’intero popolo palestinese.
E’ sulla base di questo progetto ambizioso che lavoriamo per rafforzare e coordinare i diversi network internazionali che sono nati per sostenere la resistenza palestinese e che, in questi anni, hanno contrastato l’inerzia e la complicità dei governi, portando solidarietà al popolo palestinese nelle nostre piazze come a Gaza, nella West Bank, nei territori occupati nel ’48, in Libano, nell’Egitto partecipe dell’assedio.
E’ sulla base di questo progetto ambizioso che ci impegniamo per la realizzazione di un asilo nel campo profughi di Khan Younis, nella Striscia di Gaza, in collaborazione con l’associazione palestinese “Ghassan Kanafani”, come prima sperimentazione di un percorso di cooperazione solidale ed autogestita con l’associazionismo laico e della sinistra palestinese. Tanto a noi che ai nostri compagni palestinesi, appare naturale che quell’asilo porti il nome del nostro compagno Vittorio Arrigoni.
In queste poche righe è sintetizzato un impegno internazionalista enorme. Se dovessimo soffermarci sui nostri limiti e sulla miseria delle nostre risorse, non ci resterebbe che rinunciare. Invece, la straordinaria solidarietà che si è manifestata in questi anni e che ci ha accompagnato nella costruzione della Freedom Flotilla 2 ci fa pensare che possiamo farcela. Anzi, che ce la faremo sicuramente.
Per questo, invitiamo tutte e tutti a rilanciare la sottoscrizione, perché siamo sempre andati avanti con i nostri mezzi e con soldi puliti, provenienti da persone pulite, senza finanziamenti di partiti o istituzioni, e siamo intenzionati a continuare su questa strada di autonomia e trasparenza. Sul sito della Freedom Flotilla Italia ci sono le indicazioni per effettuare versamenti on line e presto metteremo a disposizione un conto corrente. 
C’è bisogno del sostegno di tutte e tutti, quindi… buon lavoro a tutte e tutti.
Fonte: http://www.freedomflotilla.it/2011/10/24/buon-lavoro/

lunedì 4 luglio 2011

Freedom Flotilla 2: è ufficiale, domani 5 luglio, la missione chiuderà...



Di Angela Lano da Corfù - Atene (Gr), lunedì 4 luglio 2011.
Si chiuderà ufficialmente domani, martedì 5 luglio, la seconda missione della Freedom Flotilla per Gaza.
Come l'anno scorso, anche questa flotilla è stata fermata, ma, questa volta, prima ancora che salpasse: il 2 luglio, un decreto del governo di Atene ha vietato a tutte le barche di partire. Appena appresa la notizia la US Boat to Gaza ha preso il mare, percorrendo solo poche miglia, prima di essere prontamente bloccata dalla guardia costiera greca. Il capitano, John Klusmer, arrestato, si trova ancora in prigione, mentre otto attivisti della stessa nave sono stati arrestrati e poi rilasciati.
La "dead line", la scadenza finale per la partenza della spedizione, è prevista per domani pomeriggio, con l'ultimo tentativo di mediazione con il governo greco per sbloccare le navi, ormeggiate in diversi porti della Grecia.
Questa mattina, a Corfù, i passeggeri della "Stefano Chiarini" si sono recati al porto, dov'è ancorata la barca italo-olandese-internazionale, per issare bandiere e per scrivere messaggi di solidarietà e affetto per la popolazione di Gaza, da chiudere dentro bottiglie di vetro: "messages in bottles", come è stata chiamata l'iniziativa. E' l'ultimo saluto ai gazesi che aspettavano l'arrivo della flottiglia e la rottura politica dell'assedio marittimo, illegale e ingiusto.
Alle 12, una delle due navi francesi (una è in navigazione, partita ormai dieci giorni fa dalla Corsica), ha fatto il gesto "dimostrativo" di accendere i motori, senza neanche levare l'ancora, per non mettere in difficoltà (legali) il capitano. Dunque, non è salpata, e se mai l'avesse fatto, sarebbe stata fermata anch'essa dalla guardia costiera greca, com'è successo alla US Boat e alla "Guernica", la barca spagnola-belga. E come è successo questa sera anche a quella canadese, che qualche ora prima si era lanciata in mare sfidando il blocco...
Se è dunque finita questa partita, non è certo terminata la "gara", perché ora inizia il lavoro politico e diplomatico degli organizzatori per allestire una nuova spedizione per Gaza, per riavere indietro le imbarcazioni, e per chiedere con insistenza la fine dell'embargo e dell'assedio.
Nonostante la missione non sia andata a buon fine, la coalizione internazionale ha messo in luce alcuni aspetti positivi: l'attenzione dei media di tutto il mondo sulla partenza delle barche, e non, come avvenne l'anno scorso, sull'attacco e sui morti; il dispiegamento, da parte di Israele, di forze a tutto campo per fermare una fragile, disorganizzata "armata" pacifica di attivisti da tutto il mondo, e con un team di comunicazione a dir poco naive, che ha permesso un continuo stillicidio di notizie spesso corrette o smentite (che hanno reso la vita a noi giornalisti un vero stress per quasi dieci giorni) .
Osservata da questa prospettiva, la Freedom Flotilla 2, come la prima, è già un "successo": uno dei regimi più militarizzati del mondo contro un'armata brancaleone. Complimenti.
Forse Angela Lano ha ragione in queste sue ultima parole, ma io comincio a credere che a questo mondo la speranza non abbia  più diritto di cittadinanza.

giovedì 12 maggio 2011

Freedom Flotilla 2, sabato a Roma con Vittorio nel cuore

Freedom Flotilla 2, sabato a Roma con Vittorio nel cuore

Con il vento del sud
Con Vittorio e la Palestina nel cuore
Con la Freedom Flotilla per la fine dell’assedio di Gaza
Quello che viviamo non è un momento qualsiasi. Quello che viviamo è un momento di grandi lotte, grandi speranze, ma anche grandi oppressioni.
Il vento del sud, quello che si alza dalle sollevazioni che percorrono da mesi il mondo arabo, è destinato ad arrivare anche sulla nostra sponda del Mediterraneo. E’ un messaggio di liberazione che chiama all’unità, alla solidarietà, alla fratellanza, alla lotta contro l’ingiustizia.
Chi si riconosce in questi ideali è dunque chiamato all’azione.
C’è un luogo dove l’oppressione è concentrata come da nessun’altra parte, e dove massimo è il bisogno della solidarietà internazionale: questo luogo è la Palestina, ed in particolare la Striscia di Gaza sottoposta da anni al barbaro e disumano assedio di Israele.
Proprio per contribuire a porre fine a questo assedio, nella seconda metà di maggio una flotta composta da navi provenienti da più di 25 paesi si dirigerà verso Gaza per portare solidarietà ed aiuti umanitari al milione e mezzo di persone rinchiuse in quella immensa prigione a cielo aperto. E’ la Freedom Flotilla 2, che vuole continuare l’opera della prima flottiglia attaccata lo scorso anno dalla marina israeliana, con l’assassinio impunito di nove attivisti.
Affinché questa missione abbia pieno successo occorre una vasta mobilitazione, una continua pressione e vigilanza sui governi dei paesi coinvolti. Un’azione tanto più necessaria in Italia, con un governo che si distingue per il suo totale e acritico sostegno anche alle più feroci operazioni (vedi Piombo fuso) dei governi israeliani.
Il nord ed il sud del Mediterraneo devono unirsi in un’unica battaglia di liberazione.
Oggi, mentre i popoli arabi chiedono libertà, democrazia e giustizia sociale, le grandi potenze rispondono con i bombardamenti, con oscure manovre per osteggiare il cambiamento, con la criminalizzazione degli immigrati che fuggono dalla miseria e dalla guerra. Mentre la storia si muove davanti ai nostri occhi, i governi occidentali ripropongono la loro logica di sfruttamento neo-colonialista dei popoli e delle loro risorse.
Il 14 maggio manifesteremo per la Freedom Flotilla, ma manifesteremo anche per dimostrare che l’Italia non è né Berlusconi, né chi ha approvato la partecipazione alla guerra della Nato, perché c’è un popolo che si oppone all’oppressione ed alla guerra e che vuole la libertà per il popolo palestinese.
Per la fine dell’assedio di Gaza!
Per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese!
Per il sostegno alle lotte dei popoli arabi per la libertà e la giustizia sociale!
Per dare continuità al lavoro di Vittorio!

lunedì 31 maggio 2010

ll messaggio in diretta alle 11 p.m. di ieri sera dell'attacco della marina israeliana alla Flotilla. Link per avere aggiornamenti ed update



22.05 (13 ore fa)
lubna:  greta urgent we have threat from israel (check out the HELP button on www.witnessgaza.com)

me: 
 Lubna. What is happening?

lubna:  two israeli ships coming toward us me:  So glad to see you here

Me: Please try to stay on this so I can tweet it 

lubna: 
 they contact the ship asked who we are and dissappeared now they getting close to the ship we can see them stay here 3 boats are coming not two 3 israeli boats we are 78 mile from israel

me:  I'll keep writing

lubna:  people here put their life jackets every body preppering here

me:  OK. You are the lifeline to our TWITTER account

 lubna:  we may loose the wirless, we didnt expect them now, we thought they will arrive at the morning, please stay in touch with the other boats

Sent at 10:50 PM on Sunday
 
me: 
 We can't reach anyone

Sent at 10:52 PM on Sunday

me:  where are you? Are you there?


--
Greta Berlin, Co-Founder
+357 99 18 72 75
witnessgaza.com
www.freegaza.org
http://www.flickr.com/photos/freegaza
Per aggiornamenti ed update continui clikkare qui:
http://twitter.com/freegazaorg

Ricordo solo che le imbarcazioni stavano portando aiuti umanitari e persone portatrici di pace.
Un'unica domanda... La Farnesina e Frattini sono diventati muti o sono solo servi?

domenica 19 luglio 2009

7 foto della CROCE ROSSA per mostrare come è la vita a Gaza oggi. By BBC NEWS

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha scattato e diffuso queste foto per mostrare la durezza della situazione a Gaza, 6 mesi dopo l’operazione militare israeliana.
Il sito della BBC News le ha pubblicate.
Buona lezione di giornalismo ai nostri mass media.


Khalili non può ricostruire la sua casa perché il blocco ai confini della Striscia non permette l’arrivo di materiale per la ricostruzione.

Andare a prendere l’acqua potabile è spesso compito dei bambini. La guerra ha danneggiato la già fragile rete idrica e fognaria di Gaza. Israele ha dichiarato che la sua azione militare aveva lo scopo di fermare il lancio di razzi verso Israele da parte di militanti di Gaza


La marina israeliana permette ai pescatori di Gaza di uscire solo fino a 3 miglia nautiche dalla costa. Questo significa che il pescato è quasi sempre scarso . Israele ha rafforzato le restrizioni in Gaza dopo che Hamas ha preso il controllo del territorio nel giugno 2007


Meriam cerca di procurare cibo nutriente ai suo bimbi, ma raramente ci riesce. Metà della popolazione di Gaza dipende dalle nazioni unite per i rifornimenti alimentari. Molte famiglie sono state costrette a vendere i propri averi personali, come i gioielli , per tirare avanti.


Molti bambini a Gaza soffrono di anemia, dovuta principalmente a carenza di ferro. Questa bimba, Yehia Alhassani ha 14 mesi. La mamma non ha più latte e la famiglia non può permettersi di comprare il latte in polvere.


Rajeh è un disoccupato Palestinese che vive nella parte meridionale di Gaza. Sta raccogliendo legna da ardere da portare alla moglie per cucinare. Non può permettersi di comprare una delle cucine a gas che si trovano sul mercato.


Salama Abu Medain, di 65 anni, sta utilizzando gli strumenti della vecchia fattoria del padre per ripulire il suo campo, danneggiato durante l’operazione militare israeliana di dicembre 2008-gennaio 2009


http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8154275.stm

domenica 12 luglio 2009

Ecco il video delle minacce e dei momenti precedenti la cattura dello Spirit da parte delle forze speciali Israeliane

Irish
agazafriends ,
Gaza Media List

data:12 Luglio 2009 12.50
oggetto[GazaFriends]
The video of Israel threatening and getting ready to board is now on our YouTube

Please continue to send the video around.
We also are working on the footage of the actual boarding that one of the passengers recorded and brought out. Mostly, it appears as though the ten men who came on board were completely masked, carrying an inordinate number of weapons, and spent their time raising their masks and throwing up overboard, when they weren't ordering the passengers around.

martedì 30 giugno 2009

Aggiornamento appena arrivato via mail e via sms sulla SPIRIT: SOLDATI ISRELIANI SALITI A BORDO

SMS DELLE ORE 16.26
TUTTI I PASSEGGERI DELLA SPIRIT SONO STATI PRELEVATI E PORTATI IN UNA LOCALITA' ISRAELIANA SCONOSCIUTA




SMS DELLE 14.37:

SOLDATI ISRAELIANI SALITI SULLA SPIRIT

QUESTA LA MAIL RICEVUTA POCO PRIMA:

daRamzi Kysia
agazafriends@lists.riseup.net
data30 giugno 2009 14.25
oggetto[GazaFriends] UPDATE from the Spirit

Dear Friends,

We have unconfirmed reports from al-Jazeera that Israeli Occupying Forces have stopped and boarded the Spirit of Humanity. We're not sure if our folks are being arrested yet or not.

More to follow...

CALL & FAX the Israeli Navy at:
tel: +972 3737 7777 or +972 3737 6242
fax: +972 3737 6123 or +972 3737 7175


CALL Mark Regev in the Prime Minister's office at:
+972 2670 5354 or +972 5 0620 3264
mark.regev@it.pmo.gov.il


CALL Shlomo Dror in the Ministry of Defence at:
+972 33697 5339 or +972 50629 8148
mediasar@mod.gov.il

TRADUZIONE:

Cari amici, abbiamo ricevuto un messaggio ufficioso da Al-Jazeerab che soldati israeliani hanno bloccato la SPIRIT e sono saliti a bordo.
Allo stato attuale, non sappiamo se ci sono stati già degli arresti o no..

http://www.flickr.com/photos/29205195@N02/

lunedì 29 giugno 2009

L'imbarcazione della FreeGaza "Spirit of Humanity" è salpata da Cipro oggi per rompere un'altra volta l'assedio israeliano. Incrociamo le dita...


Ramzi Kysia a gazafriends

FOR IMMEDIATE RELEASE
Free Gaza Boat "Spirit of Humanity" Departs Cyprus

For more information, please contact:
Greta Berlin (English/French) or Caoimhe Butterly (Arabic/English/Spanish)
tel: +357 99 081 767 / email: friends@freegaza.org

(LARNACA, 29 June 2009) - The Free Gaza boat the "Spirit of Humanity"
departed Cyprus at 7:30am on Monday, 29 July. Twenty-one human rights and
solidarity workers representing eleven different countries were aboard.
The passengers include Nobel laureate Mairead Maguire and former U.S.
congresswoman Cynthia McKinney. The ship also carries three tons of
medical aid, children's toys, and rehabilitation and reconstruction kits
for twenty family homes.
Over 2,400 homes were destroyed in Gaza during the Israeli massacre in
December/January, 490 of them by F-16 airstrikes, as well as 30 mosques,
29 educational institutions, 29 medical centers, 10 charitable
organizations, and 5 cement factories.
Each kit carries a small amount of supplies for a single family,
representing sectors of civil society currently being blockaded by Israel:
Agriculture, Building & Reconstruction, Education, Electricity, Health,
and Water & Sanitation. Although over 4 billion dollars in aid was
promised to Gaza in the aftermath of the Israeli onslaught, little
humanitarian aid and no reconstruction supplies have been allowed in.

Galleria Fotografica della partenza:

http://www.flickr.com/photos/29205195@N02/


Traduzione:
L'imbarcazione della FreeGaza "Spirit of Humanity" è salpata da Cipro oggi, lunedì 29 giugno 2009 alle 7.30.

21 persone che lavorano nel campo della difesa dei diritti umani e della solidarietà, provenienti da 11 diverse nazioni, sono imbarcati a bordo.
Tra i passeggeri ci sono Mairead Maguire, Premio Nobel per la Pace, e Cynthia McKinney, deputata al Congresso e candidata alla Presidenziali USA per i Verdi.
La nave trasporta anche 3 ton. di aiuti sanitari, giocattoli per bambini, e kit per la ricostruzione e risistemazione di 20 abitazioni.
Più di 2.400 edifici sono stati distrutti a Gaza nel corso del massacro perpetrato da Israele lo scorso Dicembre/Gennaio.
490 durante incursioni aeree di F-16,
così come 30 moschee,
29 scuole,
29 centri ospedalieri,
10 organizzazioni umanitarie,
e 5 stabilimenti per la produzione del cemento.
Ogni Kit comprende un piccolo quantitativo di rifornimenti per una singola famiglia,rappresentando tutti quei settori attualmente bloccati dalle autorità israeliane:
Agricoltura, Edilizia, Istruzione, Produzione elettrica, Salute, Fornitura d'acqua e Sanità.
Benchè, più di 4 miliardi di dollari in aiuti siano stati promessi a Gaza nei giorni successivi all'attacco israeliano, in realtà è stato permesso l'arrivo di una minima parte degli aiuti umanitari e bloccata ogni fornitura per la ricostruzione.

Lista dei passeggeri della Spirit of Humanity:

Mairead Maguire, co-winner of the 1977 Nobel Peace prize for her work in Northern Ireland
Cynthia McKinney Congresswoman
Huwaida Arraf, Chairperson of the Free Gaza Movement
Khalad Abdelkader, Bahrain
Othman Abufalah, Jordan, a world-renowned journalist with al-Jazeera TV.
Khaled Al-Shenoo, Bahrain, lecturer with the University of Bahrain
Mansour Al-Abi, Yemen a cameraman with Al-Jazeera TV.
Fatima Al-Attawi, Bahrain a relief worker and community activist
Juhaina Alqaed, Bahrain a journalist & human rights activist.
Ishmahil Blagrove, UK a journalist, documentary film maker
Kaltham Ghloom, Bahrain a community activist.
Derek Graham, Ireland an electrician, Free Gaza organizer
Alex Harrison, UK a solidarity worker
Denis Healey, UK Captain of the Spirit of Humanity
Fathi Jaouadi, UK/Tunisia a British journalist, Free Gaza organizer
Lubna Masarwa, Palestine/Israel a Palestinian human rights activist
Theresa McDermott, Scotland a solidarity worker
Adnan Mormesh, UK a solidarity worker
Adam Qvist, Denmark a solidarity worker
Adam Shapiro, US a documentary film maker and human rights activist.
Kathy Sheetz, US a nurse and film maker.

venerdì 19 dicembre 2008

Rompo il muro del silenzio per chi rompe l'assedio di Gaza: Vittorio Arrigoni sta nuovamente navigando verso Gaza...

Ho ricevuto questa comunicazione via mail oggi dal Free Gaza Movement, che mi ha confermato alcune anticipazioni arrivate da Vittorio a Cipro.
Rompo il muro del silenzio per parlare e diffondere di chi sta rompendo l'assedio di Gaza.
Ne vale la pena... :-) Un caro saluto a tutti,
Audrey

Aggiornamento ricevuto via sms stamattina (20 dicembre) alle 6 e 35 ora italiana:
Arrivati a Gaza sani e salvi.

Appena ho altri update via mail li posto.

The boat has left

The two Qatari envoys stood on the upper deck surrounded by their flags, smiling as the boat pulled away from the dock, waving to those of us remaining on the ground. They are members of the Eid Charity and going to Gaza as the very first Arab delegation. Al Jazeera was taping the departure, this time with the beautiful Katia Naser reporting from the back deck of the boat.Two Israelis are also on board, one a journalist from the liberal channel 10, and the other, Neta Golan, one of the co-founders of the ISM.

The boat is returning Vik Arrigoni to Gaza. He was kidnapped from the fishing boat, seven miles off the coast of Gaza several weeks ago, and he wants to go back and finish the work he started. He could only come back with us.

They are five of fifteen passengers and crew going this time. The weather was beautiful as they left and they should have a smooth trip all the way to Gaza. We will report more tomorrow as they approach the shores of the embattled slice of the Mediterranean called Gaza.

http://www.freegaza.org/

http://www.anis-online.de/office/events/FreeGazaSong.htm

http://www.flickr.com/photos/29205195@N02/

I 2 rappresentanti del Quatar stavano sul ponte superiore, circondati dalle loro bandiere , sorridendo mentre la barca si allontanava dal molo, salutando quelli tra noi rimasti a terra…
Sono membri di Eid Charity e rappresentano la prima vera delegazione araba che raggiunge Gaza.
Al Jazeera ha ripreso le immagini della partenza., con la splendida Katia Naser come reporter.
A bordo ci sono anche 2 israeliani, uno è un giornalista del canale televisivo liberal 10, e l'altra è Neta Golan , una dei cofondatori dell’ISM.

La barca sta riportando Vittorio Arrigoni a Gaza.
Vittorio venne prelevato da un peschereccio, mentre stava a 7 miglia dalle coste di Gaza alcune settimane fa e vuole tornare a completare il lavoro che aveva iniziato e poteva tornarci solo con noi.

Questi sono 5 dei 15 fra passeggeri ed equipaggio partiti.
Il tempo era bello alla partenza e dovrebbero avere una navigazione tranquilla fino a Gaza.
A domani per ulteriori notizie mentre si avvicineranno alle coste di quella fettina fortificata di Mediterraneo chiamata Gaza.



martedì 2 dicembre 2008

L'articolo di Vittorio Arrigoni (Guerrillaradio) sul Manifesto: io catturato a Gaza

Ecco il link al post di Vik sul suo blog, che riporta all'articolo scritto per il Manifesto, sulle sue vicende a Gaza e l'arresto a fianco dei pescatori palestinesi.

http://guerrillaradio.iobloggo.com/archive.php?eid=1752




Vi invito anche a guardare queste splendide foto sul black out a Gaza imposto dagli israeliani, questa sopra è una delle più suggestive.

http://electronicintifada.net/v2/article9990.shtml

sabato 22 novembre 2008

Vik (Guerrilla) ha deciso di non opporsi all'espulsione. Dovrebbero (il condizionale è d'obbligo) imbarcarlo domani per Roma

Ciao a tutti,
la giornata di oggi è stata per Vik e per alcuni di noi
piuttosto complicata.
Si trattava di decidere quale fosse la scelta
migliore per Vittorio, accettare l'espulsione o resistere.

Ecco il comunicato di Vittorio:

In queste ore convulse è
stato per me difficile prendere la decisione giusta, coerente con
quello in cui credo e il più possibile razionale.
Quella razionalità di
cui spesso sono sprovvisto essendo l'istinto e la passione la mia
naturale bussola.

Ho deciso, contro la mia istintività combattente,
razionalmente di non resistere alla deportazione.
E di farmi imbarcare
domattina su un aereo diretto a Roma.

Spero che nessuno dei miei più
cari amici da Rafah agli USA mi considerino un codardo per questa
scelta.
Ho valutato rischi e benefici.
Nella stessa misura di quando
nuotando verso Gaza nel tentativo di resistere alla cattura circondato
da otto navi da guerra israeliane, ho visto le mie mani colorate di blu
e ho desistito nella fuga.

Forse sarò più utile alla causa fuori da
queste mura sbarrate, forse qui dentro sarei addirittura più di danno
che di beneficio per le nostre prossime valorose missioni.
Il tempo
smentirà o confermerà i miei dubbi e le mie decisioni.
Ringrazio tutti
coloro che mi hanno sostenuto e consigliato in questa frenetica
giornata fatta di caffè lunghi georgiani, di tè eritrei e sigarette
etiopi (gli insetti, invece, gentilmente offerti da Israele).

In particolare ringrazio:

-Huweida dagli USA col suo accento yankee

-Paul, per il consiglio sullo streaptease

-Adam e Sacha dalla West Bank per le ricariche telefoniche e del morale

-Daniela da Al Quds per le sigarette mai pervenute

-Bianca dalla Francia per il vino bianco

-Leila sempre empatica

-Tutti i blogger guerrilleri della rete

-Mahfus etutti i gazawi (tranne un certo Jamal)

-Fida, Donna, G., OJ (eat, eat!), Eva (sleep, sleep!) e la companera Cohime.

Ragazzi, sono orgoglioso di aver conosciuto e combattuto con esseri umani
straordinari come voi, inshallah altre intifade marine nel nostro
domani.

Darlene, il migliore vino sta nelle botti piccole.
Andrew, mi
devi sempre quella rivincita sul tavolo verde.

E tutti coloro che colpevolmente ho dimenticato e che mi si sono dimostrati vicini in
queste ore.

Il vostro mai domo Vik.

Restiamo umani

22 Novembre 2008

giovedì 20 novembre 2008

Sono riuscita finalmente a parlare con Vik (Guerrilla) detenuto nella prigione Maasiyahu:ha iniziato lo sciopero della fame

Oggi poco dopo le 14 ho ricevuto 1 sms… Sorpresa! Era di Vik .

Testuali parole:
Una sbirra dai capelli rossi che mi odia mi ha appena consegnato questo V.

Finalmente un contatto diretto con lui dopo giorni.
Finalmente,alle 18, sono riuscita a telefonargli ed a parlargli

Un quarto d’ora di telefonata che cercherò di riassumere nei punti salienti.

1)Oggi pomeriggio ha parlato con l’avvocato, dopo l’interrogatorio.
Sembra che l’autorità giudiziaria israeliana voglia emettere un decreto di
espulsione domenica mattina per lui, Andrew e Darlene.

2)Loro 3 hanno intenzione di opporsi all’espulsione fino a che le autorità
israeliane NON dissequestrano le 3 imbarcazioni sottratte ai pescatori
palestinesi. Attualmente a causa del sequestro circa 60 persone e le loro
famiglie, a Gaza, non hanno mezzi di sostentamento.

3)Da stasera Vik, Andrew e Darlene iniziano uno sciopero della fame per ribadire
questa posizione.

Poiché, probabilmente, l’avvocato non farà in tempo a presentare i documenti per l'opposizione all’espulsione entro domenica mattina, ed avendo già dichiarato informalmente questa opposizione, Vik si aspetta un inasprimento del regime carcerario a cui ora è sottoposto, con eventuale sottrazione del cellulare appena consegnato e trasferimento in un’altra sezione del carcere a trattamento più duro.

Gli ho chiesto se la sezione della prigione in cui è ora detenuto può configurarsi in una sorta di CPT.
NO, è stata la sua risposta.

L'unica cosa che distingue la sezione dove sta dal resto del carcere è che lì sono detenuti quasi esclusivamente cittadini non israeliani, quasi tutti in attesa dell'attuazione del decreto di espulsione, ma il regime carcerario è quello standard.

Mi ha chiesto di diffondere alcune news su alcuni suoi compagni di cella.

Sono una decina di eritrei, somali e liberiani con lo status di “ rifugiato” in perfetta regola ed internazionalmente riconosciuto.
Nonostante ciò lo Stato di Israele non fornisce loro alcuna sussistenza, anzi li ha rinchiusi in questa sezione del carcere Maasiyahu di Ramlè, trattandoli come dei delinquenti e minacciandoli di rispedirli nei loro paesi di origine dove verrebbe immediatamente incarcerati se non giustiziati.

Tutto questo, ripetiamo, nonostante godano di uno status di “rifugiato” internazionalmente riconosciuto.

Sul piano personale, Vik è (ovviamente) un po’ provato ma combattivo (come al solito), forse anche troppo, visto che quando gli ho parlato aveva appena avuto una discussione con una guardia carceraria (da lui definito un maiale :-D)

Gli ho chiesto di stare un po’ più tranquillo, ma dubito seguirà il consiglio :-)
Se tutto va bene (incrociamo le dita) dovrei/vorrei risentirlo domani.

Ringrazia e saluta tutti i blogger che hanno diffuso le news che riguardavano e riguardano lui, Andrew e Darlene, i pescatori gazawi ed i loro pescherecci.

Appena avrò altre notizie le posterò.

mercoledì 19 novembre 2008

Update su Vik (Guerrilla):lui, Andrew e Darlene sono stati trasferiti nella prigione Maasiyahu di Ramle

Confermo che Vik, Andrew e Darlene sono stati trasferiti questa mattina
alla prigione Maasiyahu di Ramle.


Pare che le condizioni di questo
carcere siano buone (per quanto possibile) e che loro tre si trovino in
un'area con altri attivisti internazionali e non con criminali
israeliani.
Pare anche che abbiano deciso di opporsi pacificamente alla
loro espulsione.
Un avvocato sta cercando di parlare con loro, ma per
adesso non ci è ancora riuscito.
Si sta anche cercando di fargli avere
alcuni dei loro effetti personali (vestiti, ecc...)
Non appena avrò
altre notizie vi farò sapere.

MAIL ricevuta alle 10.31

Ringrazio TUTTI coloro che si stanno attivando con post, mail, telefonate e ricerca di contatti per fare pubblica pressione.
Scusate se non riesco più a farlo individualmente, ma l'onda sta crescendo e mi è davvero complicato stare dietro ad ogni iniziativa.
Grazie ancora, Vik non è solo e questa è la cosa piùimportante.

Ps A tuttora non mi è giunta notizia di alcuna TV italiana che abbia riferito l'accaduto. Trovo la cosa semplicemente VERGOGNOSA. SE è accaduto chiedo che me ne sia data conoscenza.

Audrey

martedì 18 novembre 2008

Vik (Guerrilla) é stato arrestato stamattina dagli israeliani. Ecco gli ultimi aggiornamenti. Abbiamo bisogno dell'aiuto dei blogger!

FOR IMMEDIATE RELEASE

CONTACT:
Caoimhe (Gaza) + 972 598 273 960
Donna (Gaza) + 972 598 836 420
Fida (Gaza - Arabic) – + 972 599 681 669
ISM Media Office - + 972 2-2971824

Fifteen Palestinian fishermen along with three internationals have been kidnapped in Palestinian waters by the Israeli Navy. They were fishing seven miles off the coast of Deir Al Balah, clearly in Gaza fishing waters and well within the fishing limit detailed in the Oslo Accords of 1994.

The fishermen and the human right's observers were transferred from 3 separate boats to the Israeli warships. Other Palestinian fishermen reported that the 3 boats were seen being taken north by the Israeli Navy.

The three internationals are Andrew Muncie from Scotland, Darlene Wallach from the United States and Victor Arrigoni from Italy. The U.K., U.S. and Italian embassies in Tel Aviv have been contacted and know about the abductions.
Please call the Israeli Ministry of Justice at +972 26 46 66 66 and register your outrage over these illegal actions by the Israeli Navy. Then call the Embassies in Jerusalem and make sure they know that many of us are appalled by Israel's illegal search and seizure.

Stephen Brown, UK Consulate +972 25 41 41 00
U.S. Consulate General + 972-2-6227230
Luigi MATTIOLO, Italian Ambassador +972 3 5104004

Oggetto: Update on the kidnapped fishermen and internationals

I just spoke to Stephen Brown, the UK consulate, and he has received an email from the Israeli authorities that Andrew is in the detention center at Ben Gurion Airport, probably on his way to being deported. Neither the U.S. consulate nor the Italian consulate have been forthcoming about Vik and Darlene. If you want to call them, their numbers are below.

U.S. Consulate General + 972-2-6227230
Luigi MATTIOLO, Italian Ambassador +972 3 5104004

lunedì 8 settembre 2008

Semplicemente grazie a tutti voi! By Marele

Osama said good-bye to Vik



Quando Audrey, che ringrazio immensamente, mi ha proposto di usufruire dell'ospitalità del suo blog e scrivere qualcosa di mio relativamente alla missione di Vik e del Free Gaza Movement, non ho esitato nemmeno un secondo prima di accettare con entusiasmo.

E' già passato qualche anno, infatti, da quando per una scelta meditata e mai rimpianta, è calato serenamente il sipario sul blog che per molto tempo mi ha rappresentato e, in questo particolare momento del mio vivere, potermi riaffacciare ad una finestra pubblica per condividere con molti di voi il mio pensiero è stato un regalo preziosissimo.

Di questo straordinario progetto, del suo compimento, di come si stia sviluppando giorno dopo giorno attraverso l'impegno di molti, molti più di quanto possiamo immaginare, non vorrei parlare in questa sede, per quanto strano vi possa sembrare.

Non ne voglio parlare perché molti l'hanno fatto e continuano a farlo egregiamente e sono convinta che ognuno di voi, se si trova qui, di fronte a questo schermo, ne ha letto e discusso con interesse e trepidazione e, laddove ancora non l'avesse fatto, sono certa che saprebbe a quali fonti attingere informazioni e dettagli.

Vorrei qui, oltrepassando e dando per scontata la dimensione delle date, dei numeri, delle azioni intraprese e pianificate, riflettere sul significato profondo che quanto accaduto e sta accadendo ha assunto.

Per me.
Per molti di mia diretta conoscenza.
Per moltissimi di mia indiretta, ma pur sempre profonda, conoscenza.
E per molti altri di cui non so, ma di cui posso intuire.

Ho imparato, fin da bambina, a conoscere bene il senso di impotenza e di rassegnazione che si genera dentro di noi di fronte a situazioni palesemente ingiuste, caratterizzate da aberrazioni dell'umanità e dalla perversione di quelli che dovrebbero essere i valori fondamentali a sostegno del vivere comune.

Sentirsi schiacciati da sistemi che si muovono come ingranaggi incomprensibili e potentissimi, vuoi che si tratti del paese in cui siamo nati o dell'angolo più lontano del pianeta.
Sperimentare la rabbia e il dolore di fronte a soprusi compiuti nel nome dei più disparati dèi, senza che faccia alcuna differenza che i relativi altari si trovino in un edificio religioso, in una banca o in un palazzo di governo.

L'indignazione scaturisce in ognuno di noi più o meno intensamente a seconda della nostra natura, della nostra sensibilità, del coraggio ad aprire gli occhi e voler guardare e capire cosa accade al di fuori delle nostre quattro mura domestiche.

In alcuni l'indignazione non scaturisce mai. Ma di costoro la Storia non conserva traccia.

Ho imparato, poi, che quel senso di impotenza seminato dentro le nostre anime può partorire figli molto diversi.

Può diventare un alibi, causa di immobilità e giustificazione all'ignavia.

E può diventare forza e determinazione, caparbietà, spinta al cambiamento, volontà di rischiare e spendersi generosamente nel nome di un credo.

Di tempi oscuri questo pianeta ne ha vissuti, non sono certa di esserci stata, ma sono certa di esserci ora con occhi spalancati sul mondo e anima attenta. E se si tratti di un Medioevo non saprei dire, lo dirà il futuro. Ma certamente quanto ci circonda, nel nostro bel paese come altrove, non è per nulla confortante.

Ed è per questo che, qui ed ora, voglio ringraziare Vik e i suoi compagni di avventura.

Voglio, più di ogni altra cosa, ringraziare Vik per esistere a questo mondo e nel mio mondo.

Ringraziarlo dal profondo del mio cuore, che è il suo, per essere l'uomo che è, per la sua intelligenza lucida, per il suo talento e la sua sensibilità, per il suo cuore mai avido, per lo scambio continuo che mi arricchisce.

Per avermi insegnato cosa siano la coerenza e il coraggio, per avermelo insegnato non solo raggiungendo le coste di Gaza, ma ogni giorno nutrendomi con la bellezza della sua anima, una goccia dopo l'altra, rendendomi una persona migliore.

E voglio ringraziare pubblicamente tutti i partecipanti alla missione per essere diventati esempio, modello, un precedente a cui poter fare riferimento nel futuro a breve e lungo termine.

Perché il 23 agosto non è stato sconfitto solo l'assedio di Gaza, il 23 agosto è stata sconfitta la mafia di ogni paese, è stata riportata la pace in ogni angolo di mondo martoriato da un conflitto armato, è stato nutrito ogni bambino affamato,
curato ogni essere umano finora lasciato ingiustamente morire solo per essere nato nell'emisfero sbagliato del pianeta,è stata ridata dignità agli animali e alla natura,è stata riconsegnata la voce a chi non poteva parlare e la libertà a chi aveva parlato e per questo l'aveva persa.

Si chiama speranza e quando qualcuno ce la restituisce gli saremo debitori, per sempre.

Lascio qui una parte di un brano che da tempo appartiene a Vik, ma che sono certa non sarà dispiaciuto di ritrovare in parte qui, ora che finalmente sta riempiendo i contorni della sua biografia:

"…è questo che in tante vite è andato smarrito:
il senso della propria vocazione,
ovvero che c'è una ragione per cui si è vivi.

NON la ragione per cui vivere;
NON il significato della vita in generale
o la filosofia di un credo religioso.

Ma la sensazione che esiste un motivo per cui la mia persona
che è unica e irripetibile,
è al mondo
e che esistono cose alle quali mi devo dedicare al di là del quotidiano
e che al quotidiano conferiscono la sua ragion d'essere.

La sensazione che il mondo, in qualche modo, vuole che io esista.
La sensazione che ciascuno è responsabile di fronte a un'immagine innata
i cui contorni va riempiendo nella propria biografia."


James Hillman - Il codice dell'anima

PS
ringrazio dal profondo del mio cuore Davide Mattiello di Libera, Tonio Dall'Olio di Libera Internazionale, Don Nando Capovilla di Pax Christi, Ettore Acocella di Assopace, Angela Lano di Infopal, Alessia De Luca di Misna, Ali Rashid, Davide Casati del Corriere della Sera e tutti coloro che fin dagli albori di questa avventura mi hanno aiutato ad essere un ponte forte ed efficace per informare a gran voce questo paese spesso dormiente.

Marele

venerdì 5 settembre 2008

Aggiornamenti da Gaza, con il video del mitragliamento israeliano al peschereccio palestinese su cui stava Vik..

Prima di tutto vi segnalo il nuovo articolo pubblicato da Vik sul suo blog.

Contiene la cronaca della battuta di pesca fatta qualche giorno fa da alcuni pescherecci palestinesi a largo di Gaza.
Su uno di quei pescherecci stava Vik, ad un certo punto hanno subito l’attacco da parte della Marina israeliana, con raffiche di mitragliatrice sparate da una nave da guerra.

http://guerrillaradio.iobloggo.com/

C’è anche un video messo da Vik su Youtube che documenta il tutto:



Quello che vi chiediamo è di diffondere questo video, in modo che sia chiara a tutti la condizione in cui versano gli abitanti di Gaza:
un’enorme prigione a cielo aperto.

Ricordiamo qui, ancora una volta, che i pescherecci stavano semplicemente lavorando, cercando di procurare il sostentamento per le proprie famiglie.


Negli anni '90, quando le barche dei pescatori potevano allontanarsi dalle coste di circa 12 miglia nautiche dalle coste della Striscia, i pescatori riuscivano a portare a riva, rivendere e anche esportare fino a 3.000 tonnellate di pesce ogni anno. Nel 2007 solo circa 500 tonnellate di pesce all'anno sono state pescate in tutto dagli oltre 3.500 pescatori professionisti lungo i 40 km costieri della Striscia a Gaza; di questi, solo 700 sono ancora impiegati in un settore che dava lavoro ad almeno 40.000 persone, tra meccanici, pescivendoli e migliaia di famiglie di pescatori locali.

Domani Vik ad altri attivisti di FreeGaza usciranno nuovamente al largo di Gaza con i pescherecci palestinesi, per una nuova battuta di pesca.
Con loro, a bordo ci saranno giornalisti del Primo Canale TV tedesco per un reportage su FreeGaza e corrispondenti arabi.
Inshallah ed incrociamo le dita.

Chissà quando anche i mass media italiani si interesseranno alla faccenda..ma forse è chiedere loro troppo.
Sono troppo impegnati a seguire Calderoli e co. nelle loro imperdibili esternazioni.


Ps postilla personale

Ho parlato con Vik al telefono mercoledì scorso, sta bene anche se era un po’ inc… per quello che era avvenuto durante la battuta di pesca.
Altra preoccupazione era dovuta al fatto che ora nei paesi musulmani è tempo di Ramadam e ciò comporta una certa difficoltà a procurarsi birra :-)

Un caro saluto a tutti coloro che passeranno da questa parti.
Un abbraccio, Audrey

giovedì 28 agosto 2008

La FreeGaza e la Liberty sono partite da Gaza verso Cipro. Guerrilla è rimasto a Gaza...

Ultimi aggiornamenti ricevuti poco fa per mail:

La Free Gaza e la Liberty hanno lasciato il porto di Gaza alle 15 e 40 di oggi pomeriggio (ora locale), ed hanno iniziato il loro lungo viaggio di ritorno verso Cipro.
A bordo ci sono 7 passeggeri palestinesi, inclusi diversi bambini.

Abbiamo parlato con Paul Larudee sulla Liberty pochi minuti fa:

Da poco più di un’ora è iniziato il ns viaggio di ritorno verso Cipro e , a differenza di quando siamo arrivati, ci sono diverse imbarcazioni della Marina israeliana all’orizzonte.
Sembra che noi siamo il “focus” del loro interesse, tuttavia stanno mantenendo una distanza di sicurezza, e sembra non abbiano intenzione di avvicinarci.
Pensiamo di raggiungere il limite territoriale delle 12 miglia intorno alle 19 di stasera (ora locale), e quindi di raggiungere le acque internazionali.
Quando siamo arrivati a Gaza lo scorso sabato, era la prima volta in 41 anni che qualcuno entrava liberamente nel suo porto. Ma la partenza è stata, in qualche modo, ancora più significativa.
Sabato, 2 Palestinesi membri del nostro gruppo, sono arrivati a Gaza a bordo di queste navi.
Oggi altri 7 Palestinesi stanno partendo con loro.

Hanno avuto il visto di uscita dal Governo Palestinese, si sono imbarcati, presto saranno in acque internazionali e quindi a Cipro.
Questa è la prima volta che dei Palestinesi entrano ed escono liberamente dal loro paese.
E’ un incredibile passo in avanti, ed un segnale di futuri grandi sviluppi
.


Tra I Palestinesi che sono partiti ci sono Saed Mosleh di 10 anni, originario di Beit Hanoon, vicino Gaza.
Saed ha perso entrambe le gambe, raggiunte dai colpi partiti da un blindato israeliano.
Ha lasciato Gaza con suo padre, alla ricerca di una terapia ed un trattamento medico adeguato.

Non riesco ancora a credere che ci è stato finalmente permesso di partire per avere delle cure adeguate, ha detto Khaled Mosleh, il padre di Saed, è un miracolo!

9 attivisti per i Diritti Umani rimangono a Gaza per un’ulteriore attività di aiuto e supporto umanitario.


PALESTINIANS LEAVING GAZA ON THE SS FREE GAZA & SS LIBERTY
Maha M.S. Darwish, mother
Omar Darwish, age 5
Sami M.J. Darwish, age 14
Ayman M.J. Darwish, age 17
Tawfiq M.J. Darwish, age 18
Khaled Mosleh, father
Saed Mosleh, age 10

INTERNATIONAL HUMAN RIGHTS WORKERS LEAVING GAZA
Greta Berlin, Los Angeles, USA
Nikolaos Bolos, Athens, Greece
Lauren Booth, London, UK
Maria del Mar, Vilanova i La Geltru, Spain
Musheir El Farra, Sheffield, UK
Eliza Ernshire, London, UK
Petros Giotis, Athens, Greece
Christos Giouanopoulos, Athens, Greece
Derek Graham, Ballina, Ireland
Mary Thompson-Hughes, Los Angeles & London
Fathi Jaoudi, Jendouba, Tunisia & London
Yiannis Karipidis, Komothnh, Greece
Giorgios Klontzas, St. Nicolaos, Greece
John Klusmire, Monterey, CA, USA
The Hon. Anastasios Kourakis, MP (representing Thessaloniki, Greece)
Dr. Paul Larudee, El Cerrito, CA, USA
Dr. Edith Lutz, Cologne, Germany
Theresa McDermott, Edinburgh, Scotland
Sr. Anne Montgomery, New York, USA
Aki Nawaz, Bradford, UK
Thomas Nelson, Welches, OR, USA
Peter Philips, New York, USA
Dr. Vaggelis Pissias, Athens, Greece
Panagiotis Politis, Volos, Greece
Yvonne Ridley, London, UK
David Schermerhorn, Deer Harbor, WA, USA
Huwaida Arraf Shapiro, Ramallah, Palestine
Courtney Sheetz, New York, USA
Kathy Sheetz, Woods Hole, MA, USA
Ren Tawil, Minneapolis, MN
Kathleen Wang, Diamond Bar, CA, USA

INTERNATIONAL HUMAN RIGHTS WORKERS REMAINING IN GAZA
Vittorio Arrigoni, Bulciago, Italy
Georgios Karatzas, Pireas, Greece
Jenny Linnell, Totnes, UK
Andrew Muncie, Spean Bridge, Scotland
Ken O’Keefe, London, UK
Adam Qvist, Copenhagen, Denmark
Darlene Wallach, San Jose, CA, USA
Donna Wallach, San Jose, CA, USA

mercoledì 27 agosto 2008

Oggi ho sentito Vik aka Guerrilla: è a Gaza e la sua voce esprime solo felicità!





A volte tornano...
Già sono tornata, ma per poco :-)
Vorrei prima di tutto dare gli ultimi aggiornamenti su Vik a Gaza.
Oggi pomeriggio sono riuscita a conversare un pochino con lui in gmail e poi ci siamo sentiti al telefono.
Sta bene, dalla sua voce si sente che è felice di stare lì, esattamente dove sta, sembra come che abbia trovato una dimensione, la "sua" dimensione.

Come certamente sapete, grazie ai puntuali aggiornamenti di Gabriele aka Subcomandante sul suo sito http://ilsonnodellaragione.iobloggo.com/archive.php
oltre agli interventi diretti di Vik sul suo blog,
il viaggio della Liberty e della FreeGaza non è stato dei più agevoli e spediti.

Si temeva (ovviamente) anche la reazione delle autorità israeliane, che avevano deciso (guarda caso) proprio per i giorni dello sbarco una esercitazione della Marina Militare davanti alle coste di Gaza.

Fortunatamente, nonostante alcuni segnali avversi, la ragionevolezza ha avuto la meglio e le barche sono state fatte passare, rompendo l'assedio di Gaza e dimostrando che la storia fatta dai potenti può essere mutata da persone comuni armate solo di buona volontà.

Avevo parlato con Vittorio il 23 agosto, intorno alle 17, proprio mentre stavano attraccando a Gaza, e vi posso assicurare che raramente in vita mia mi è capitato di ascoltare tali e tante manifestazioni di gioia e di allegria!

Era quasi impossibile parlare al telefono, le voci erano sovrastate da canti, grida di gioia, esclamazioni di benvenuto.
Tantissime le voci di bambini..Bellissimo!!!

Durante le conversazioni di oggi, Vik mi ha raccontato come sia andato con i pescatori di Gaza al largo diverse miglia dalla costa, sfidando ancora una volta le navi israeliane che incrociano le acque, e riportando un carico di pesce eccezionale.

La Liberty e la Free Gaza dovrebbero (il condizionale è d'obbligo in questa vicenda) ripartire entro la fine settimana, portando con loro alcuni malati e degli studenti universitari palestinesi.

Vik ha deciso di rimanere a Gaza, insieme a qualche altro componente del gruppo, perchè è fermamente convinto che il suo compito sia stare ancora lì, a Gaza, ad aiutare.
Ritornerà (non sa ancora quando) passando per Israele o Egitto. E questa è la parte che si prospetta più critica, essendo lui persona non gradita in territorio israeliano. Vedremo.

L'importante è che lui faccia ciò che sente come la cosa giusta, e questo lo rende forte.

Un'ultima news riguarda Jeff Halper. l'unico ebreo cittadino israeliano che partecipava alla missione umanitaria di FreeGaza.
Appena rientrato in Israele è stato arrestato e interrogato per diverse ore dalla polizia israeliana.
Vik mi ha detto che ora sta agli arresti domiciliari. Sembrava piuttosto tranquillo sulla sorte di Jeff... Speriamo abbia ragione :-)

Ringrazio ancora tutti coloro che stanno seguendo le vicende di FreeGaza, e dimostrano con la loro attenzione il loro supporto.

Io riparto a breve (domani? dopodomani?) e starò via ancora qualche giorno.

Devo ringraziare Marele, Gabriele aka Subcomandante, Annuska, Luca aka Rageagainsttheworld, che mi hanno tenuta aggiornata su quello che accadeva nel web circa FreeGaza, con ogni mezzo possibile ...
credo che gli unici mezzi non utilizzati siano stati il tam tam ed i piccioni viaggiatori ma la tentazione c'è stata visto che le news rimbalzavano tra l'India, Berlino,Milano, Venezia e paesi italiani dove un internet point è un'entità più misteriosa della dimora di "Non aprite quella porta"! :-)

Un caro saluto a tutti coloro che si affacciano da queste parti,
Audrey

lunedì 18 agosto 2008

Ultimi aggiornamenti da Guerrilla, veleggiando ormai veloci verso Gaza...





Di passaggio di corsa a casa, posto alcuni aggiornamenti ricevuti via mail sulla missione di Guerrilla aka Vik e di Free Gaza.

1) Vi rimando prima di tutto al post di Vik sul suo blog con gli ultimi aggiornamenti

http://guerrillaradio.iobloggo.com/#..

Stanno veleggiando finalmente in alto mare, dopo traversie di vario tipo che hanno ritardo notevolmente la missione.

2) vi riporto un divertente report ricevuto via mail da uno dei partecipanti, sulla vita a bordo. E' in inglese perchè non ho il tempo per la traduzione.. Sorry :-)

from the sea a thing not much very smooth and lovely so far
we found one small mouse hiding in the engine room and we believe the nationality of this mouse to be announced later but i guess its obvious to some of you if not to all of you :) ???!!!
we did question the mouse and you might be pleased to know that we have a very
strong cats on bord :))

Grazie a tutti per l'attenzione e scusate la fretta con cui ho compiuto questi aggiornamenti.

Un caro saluto a tutti, Audrey

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