venerdì 11 luglio 2008

Vista l'opposizione, temo che morirò con Berlusconi ancora al Governo, imbalsamato come Andropov al Comitato Centrale di sovietica memoria



E’ una settimana che la pietra angolare dell’opposizione sono le disquisizioni sulle capacità orali (che non vuol dire affatto oratorie) di una certa ministra.

Sono alcuni giorni che un’altra pietra angolare dell’opposizione sono le disquisizioni sul dialogo a distanza Guzzanti- Carfagna

E’ tempo ormai che la pietra angolare di questa opposizione è un’opposizione gridata, buttata in faccia al premier al grido di “magnaccia”.

A me, e lo dico qui chiaramente, questo tipo di opposizione non interessa.

Non mi interessa creare, per l’ennesima volta dal ’94, la figura di un Berlusconi crocefisso, martire di oppositori “gridati” al limite dell’isteria ma sterile, terribilmente sterili nelle loro azioni/reazioni.

Berlusconi è una vita che ci campa su questi attacchi, se ne nutre, li fagocita, li rumina e li rigetta trasformati in materia che lo alimenta, lo nutre.

Berlusconi ha vinto le elezioni di aprile, con una maggioranza stratosferica, quello ci aspetta sono 5 anni di potere berlusconiano. Potere assoluto. Punto.

E non facciamoci illusioni su crisi, crisette, labili sospiri e gemiti da parte di qualche alleato, che ammesso e non concesso che qualcuno ci provi, c’è Casini che scalpita per entrare nel governo manco fosse Furia il cavallo dell’west e sostituire chiunque metta in discussione minimamente il gran capo.

Oggi il Lodo Alfano (giusto e sacrosanto bersaglio della manifestazione di Piazza Navona) è stato approvato dalla Camera con 309 voti favorevoli, 263 contrari e 30 astenuti. A favore ha votato tutta la maggioranza, contro il Pd e l'Italia dei Valori, mentre l'Udc si è astenuta.
Il disegno di legge passa ora al Senato, dove la maggioranza conta di approvare il lodo Alfano in tempi altrettanto brevi.

Ecco la situazione vera e reale.

Il PD? Diciamolo una volta per tutte….Non ce la fa a fare opposizione dura e concreta.
Chiederglielo equivale a chiedergli di compiere un atto contro natura.
Non è nato per fare questa cosa (l’opposizione) è nato per venire a patti, mediare, trovare accordi con Berlusconi, per traghettare il paese..dove? boh…

Ed allora? Ed allora qui ci vorrebbe la sinistra, quella vera, ma la sinistra rimasta fuori dalle aule parlamentari, invece di fare come l’araba fenice e risorgere dalle sue cenere pare definitivamente incenerita.

Stavo rimuginando nei giorni scorsi tutti questi pensieri caotici, quando ho letto l’articolo di Andrea Fabozzi sul Manifesto del 9 luglio “ L’urlo in piazza”…
Azz diceva in pratica le stesse cose che mi stavano girando in testa…Quindi:
1) Ve lo linko
2) Che ci crediate o no non l’ho scopiazzato
3) Azz è il Manifesto! Ed io che temevo di avere pensieri reazionari :-P

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/09-Luglio-2008/art2.html

venerdì 4 luglio 2008

I vecchi vizi della sinistra italiana non muoiono mai: Rifondazione sull'orlo della scissione, lite sui tesseramenti




Ormai la corsa alla segreteria di Rifondazione comunista è segnata dallo scontro sempre più duro tra i due candidati, il governatore della Puglia Nichi Vendola e l'ex ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, con relative mozioni e linee contrapposte.

L'uno contro l'altro a colpi di tessere, cioè voti, nei congressi locali appena iniziati, e di annullamenti dei risultati ottenuti.

E la sentenza politica che si profila è quella di una scissione, sempre più vicina, forse persino prima del congresso nazionale in programma dal 24 al 27 luglio a Chianciano.

Ieri, giovedì 3 luglio, Nichi Vendola, primo firmatario della mozione 2 che raccoglie la linea bertinottiana di apertura a una sinistra più diffusa, ha convocato una conferenza stampa in solitaria per contestare l'annullamento di un congresso.
Uno dei primi, quello del circolo di Reggio Calabria-centro, i cui risultati sono stati annullati dalla commissione perché «i votanti non risultavano iscritti al partito» nel 2007.

Il problema è tutto nel tesseramento, cioè in chi ha diritto o no a decidere i delegati al congresso nazionale di Chianciano, decisi appunto nelle assise dei circoli territoriali.
Il problema non è solo per quei trecento voti contesi.
I vendoliani temono che possano arrivare «altre decisioni di questo genere», altri annullamenti e congressi da ripetere.

Intanto i rappresentanti della mozione 1 (Paolo Ferrero- Claudio Grassi- Ramon Mantovani) e quelli di tutte le altre mozioni accolgono con plauso la decisione della commissione, la cui maggioranza è di area Ferrero.

Si profilano altri ricorsi sulle votazioni svolte in altri circoli di Rifondazione, Bologna migranti, Pontici, Castellamare, Arezzo, che ancora devono essere discusse dalla commissione del congresso. Insomma, la situazione sul tesseramento, sulle regole, e i numeri è molto controversa.

E come non bastasse, la divisione si inaprisce anche su altri fronti: Paolo Ferrero annuncia che l'8 luglio sarà in piazza Navona, assieme a Di Pietro, mentre Nichi Vendola, che invece critica l'opposizione dell'invettiva interpretata dall'Italia dei valori chiede al suo partito di riprendere la strada del confronto ad ampio raggio, per arrivare a costruire un «fronte molto largo delle opposizioni al governo delle destre».

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76837

Viene da dire che la sinistra (ed in particolar modo la sinistra italiana) non cambia mai.
L’obiettivo sembra essere non quello di risalire dal miserrimo 3% ottenuto ad aprile, ma frazionarlo in percentuali infinitesimali.

Continuiamo a farci del male che l’unico che ride è lo psiconano.

mercoledì 2 luglio 2008

E Lenin nel 2008 scriverebbe: l’egocentrismo malattia infantile del bloggismo…




Di fronte a certe dinamiche che stanno imperversando in questi giorni nella blogosfera e in alcuni aggregatori, ma soprattutto di fronte al comportamento ed all’atteggiamento che alcuni blogger, che amano definirsi di sinistra (parola, in verità ormai assai fumosa in Italia…), hanno tenuto in queste circostanze, viene da chiedersi cosa avrebbe scritto al riguardo il buon Vladimir Il'ic Ul’janov detto Lenin.

In realtà, Lenin, abituato ai dissidenti ed alle secessioni interne ai movimenti bolscevichi ed ai partiti comunisti degli albori, probabilmente avrebbe (saggiamente) deciso per una bella deportazione di massa in Siberia dei suddetti, non esimendosi però dal dedicare (sempre ai suddetti) una bella serie di opere, tipo…

Che fare (dei blog)?
Stato e Rivoluzione (dei blog)
La rivoluzione del proletariato ed il rinnegato blogger
Un passo avanti e due indietro (della blogosfera italiana)


Fino ad arrivare all’acme della critica leninista:
L’egocentrismo malattia infantile del bloggismo.
Ma, sinceramente, credo che più dei testi leninisti potrebbe fare la Siberia.

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