giovedì 4 dicembre 2008

Dicembre andiamo, è tempo di migrar... 1000 ed una ragione per chiudere questo blog



Sarà che sto attraversando un periodo di grande impegno e, conseguente, stanchezza personale e privata.

Sarà che comincio a soffocare per la melma politica che mi circonda in ogni dove.

Sarà che, davvero, ho ormai un grado di fiducia in questo paese e nei suoi abitanti (compresa la sottoscritta chiarisco) che ormai sfiora lo ZERO ASSOLUTO.

Sarà che non vedo intorno a me un minimo segnale, accenno di risveglio, di reazione, se non parole, parole, parole.

Sarà che, forse, mi sta un po’ passando la fase di innamoramento per la blogosfera..e quando finisce la passione o diventa un solido rapporto amoroso, o viene la voglia di cercare altri lidi.

Insomma, sarà, sarà, sarà..ma sempre più spesso mi sta passando per la testa l’idea di “mollare” questo blog, o almeno di allontanarmene per un po’e prendere una sorta di periodo sabbatico (magari definitivo).

Io credo che
quando si fa fatica a scrivere qualcosa,
quando trovare gli argomenti costa impegno e risorse mentali che appaiono insormontabili,
quando nessun argomento ti sembra abbastanza interessante da scriverci “sopra”,
quando le notizie politiche (il mio pane mentale quotidiano) che ti giungono giornalmente, ti danno una sensazione di stantio, di dejà vue, di incapacità mentale e fisica di reazione e soprattutto di inutilità di ogni reazione forte o debole, orale o scritta, personale o collettiva…

Allora, forse, è tempo di mollare.
Percepisco, ormai stabilmente, una terribile sensazione di inutilità, di non risultato, di ignavia collettiva.

Non sono così sciocca da aver mai pensato che un pezzo (o anche 1000 pezzi) scritti in dei blog potessero o possano cambiare qualcosa, o forse sì…per un po’ l’ho pensato.

Ma poi mi sono resa conto che la realtà è altro, e certe volte ho una sensazione claustrofobica che mi pervade sfarfallando da blog in blog, leggendo e commentando, tutti presi in una folle illusione che in questo paese del Gattopardo, qualcosa cambi, possa cambiare, quando in realtà, anche quando qualcosa cambia, è per non cambiare nulla.
Quindi, perché continuare?

Ps che strano era davvero molto tempo che un pezzo non mi “usciva” con tale fluidità e facilità di scrittura
Si vede che ho scritto finalmente qualcosa che davvero sento :-)

Ps del ps
Vorrei anche aggiungere, con la solita franchezza che mi contraddistingue, che questa sensazione di stanchezza e svaccamento (scusate il francesismo) si percepisce ormai abbastanza diffusamente in giro per i vari blog.
Entri in blog in cui i vari autori, fino ad ieri o all'altro ieri, ti facevano sorridere, incaxxare, riflettere, giudicare, però caxxo ti smuovevano qualcosa dentro (non era l'avanzo del pranzo, preciso :-D) oggi leggi e ..boh
Hai l'idea del compitino svolto perchè sennò la maestra si incaxxa e mette un brutto voto e poi mica puoi sembrare da meno dei tuoi compagnucci :-)

29 commenti:

Lisa72 ha detto...

Mettiti in standby... e ritorna a primavera ;D
Ti abbraccio forte, Lisa
ps: tanto ti becco quando voglio :P

Martina Buckley ha detto...

Cara Audrey, essendo una lettrice assidua del tuo blog, la mia prima reazione sarebbe: non lo chiudere!!!
Ma poi, in un certo senso, ti capisco. Capisco che le circostanze personali, quando si accaniscono, sono un'ondata travolgente che non lascia spazio a null'altro. E lo so perché quest'ondata, come sai ha travolto anche me. Però il blog era la mia scialuppa di salvataggio. Quando null'altro funzionava, mi mettevo a scrivere (e non solo sul blog ;)). Solo per quest'"aspetto terapeutico" della scrittura ti incoraggio a rimanere tra noi.
Ed anche perché sono egoista: non ti voglio perdere ;) (ma adesso andiamo sullo sdolcinato :D)

Per quanto riguarda i contenuti e le finalità della blogosfera... non saprei. Forse anch'io a volte scrivo spazzatura, ma un tempo discutemmo proprio di questo, ti ricordi?, del narcisismo dei blogghisti. E poi c'è sempre l'aspetto terapeutico: io ad esempio trovo che lo scrivere mi da' un sollievo immediato.

Le finalità? L'ho sempre saputo che siamo contro i mulini a vento. Non riesco a smettere di essere idealista, nonostante tutto. E non riesco a smettere di dialogare. Lo scambio di idee è quella piccola oasi che ancora ci salva dalla completa aridità del mondo dei consumi e del profitto estremo.

In ogni caso, qualunque cosa tu decisa, la rispetterò.
Un grande abbraccio.

rossaura ha detto...

Capisco cosa vuoi dire e nella comprensione e condivisione non mi rallegro.... so che arriverò anche io a quel punto, forse prima di quel che penso o forse dopo non saprei... Il mio blog mi interessa sempre meno, mi interessano sempre di più quello degli altri, da dove raccolgo impressioni, informazioni e dati, ma è un mondo frammentato, parziale, umorale e anche di questo sono stanca.
La stanchezza è parte di questo tempo, anche se la giustifico con le mie paturnie personali, ma è vero il mio sociale è limitato, il politico è inesistente, la cultura è una questione che mi costa tempo e risorse che in questo momento non ho. Tornare al libro? Non so devo dire che anche questo mi alletta poco.... che sia stanca della vita? Sarebbe il caso di capire quale vita.
Beh sai che non posso dirti No, non farlo! Però posso dirti che in alcuni momenti ti mancherà, perchè la condivisione anche in senso lato, ma se non quella anche il dibattito, la zuffa, le contrapposizioni, fanno parte del lato interessante dello scambio intellettuale.
Ma con questo non è necessario aggiornare il blog.
Mi mancheranno i tuoi post taglienti e "puntuali". Ma se vorrò trattare con te di qualche argomento so come e dove trovarti.

Attenta ad un solo pericolo, non tornare isola senza approdo, se il blog è l'approdo per quanto il mare sia in burrasca mantieni l'attracco, per poter partire e per poter tornare e per poter consentire ad altri l'accesso.

Sei genovese nel DNA e i viaggi sono dentro di te. La vita è fatta per partire e quasi sempre per poter ritornare, lascia la porta aperta,non si sa mai. Io farò così.

Un abbraccio Ross

lord ha detto...

uhuh viva i commenti da lacrimuccia. beh ,noto che finlamente avete capito che il web del 200 non è fatto per comunicare, è fatto solo per gli affari. cmq se ti stanchi e vuoi mettere in pausa il tuo blog fallo, l'importante è che non abbandoni il mondo de www e ti conneti ogni giono a strabello, che mi serve ogni presenza per presentarmi dai pubblicitari e per accrescere il carisma.
ciauz

Audrey ha detto...

Si penso che metto il tutto in stand by e me ne vado in letargo come gli orsetti! :-)

Però volevo dire ancora 2 parole sull'aria che gira nella blogosfera.
Sono or ora reduce di un giretto tra blog politici con "gran nome" :-)
In uno (di cui non dico il nome of course) ho trovato tutta una "pippa" (sono volgare oggi..stile sex pistols) sulle ultime dichiarazioni di Chiamparino su un PD federale.
Ora... a prescindere che ieri pure io ho sciaguratamente apportato il mio contributo alla discussione, mi dite che caxxo gliele frega alla gente delle voglie federaliste di Chiamparino???????
Eppure un sacco di gente ha cominciato a disquisire raffinatamente, analizzando ogni parola di quello sciagurato giaunduia, accoppiandolo anche con il suo degno compare venexian Cacciari, altro dalle fregole federaliste.
E poi che facciamo, noi 20 coglioni che hanno perso tempo e dita a scrivere di sta roba qua?
Emaniamo un'aura soddisfatta, della serie..quanto siamo cool a sx...peccato che nessuno ci vota più!

Ecco quello che sta iniziando a farmi venire l'orticaria di questo mondo.

E credetemi, ne leggessi di più di blog come il tuo cara Martina, che mi fa ogni volta respirare un po' di brezza atlantica, lontana dal provincialismo mediterraneo o come quello di Ross, la cui onestà intellettuale è unica.

Su Strabello..no comment! :-)

Marco ha detto...

Ciao Audrey, ti confesso che condivido pienamente le tue sensazioni, spesso viene in mente anche a me di chiudere tutto ma sono attimi, c'è sempre qualcosa che mi spinge a non mandare tutto all'aria.

Però le sensazioni di ignavia, inutilità, immobilismo e (diciamolo pure) vomito pensando a ciò che mi circonda rimangono sempre, anzi si acuiscono.

Pensa che io avevo preso una decisione ancora più drastica, l'espatrio, cambiare completamente aria... una fuga, in fondo. Questa crisi mondiale è stata una brutta botta a tutto questo.

Consigli non te ne do: non so cosa fare per me, figurarsi per te!
Qualsiasi cosa tu decida, in bocca al lupo ;)

Marco

Anonimo ha detto...

quelli che andarono sull'aventino lasciarono la strada all'odio senza combattere.

Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male, dai disagi quotidiani, dalle insofferenze comuni, dal nostro rifiuto! Perché un uomo solo che grida il suo no, è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo. (da Mi fa male il mondo)

Ma io ti voglio dire che non è mai finita che tutto quel che accade fa parte della vita.

Continuerò a telefonarti ( e tormentarti)

Qualunque sia la strada che deciderai di percorrere buona fortuna
Massimo

franco ha detto...

Sei una stronza.
Ne avrebbe convenuto anche monsignor Della Casa, in barba al suo galateo.
Capisco tutto quello che dici, capisco la scoramento, capisco le difficoltà, capisco la stanchezza.
Mi chiedesti perchè non ho aperto un mio blog personale e ti risposi che preferivo fare incursioni sui blog altrui, sui temi che mi interessavano piuttosto che dettare io stesso temi del giorno. Una posizione senz'altro comoda e poco dispendiosa in termini di tempo e di impegno. Vago quindi su blog intelligenti, culturalmente validi. Quello di Rossaura, quello di Martina, il tuo, qualche incursione su blog ufficiali che poco mi soddisfano.
Ma ricordo perfettamente che quello che mi colpì e mi impressionò molto, perchè mai lo avrei pensato, fu quello che mi raccontasti quella sera riguardo al tuo pezzo sulla Gelmini che ebbe oltre 4000 visite. Cosa volevi? centomila? O diventi redattrice del Corriere o di Repubblica oppure quei numeri te li sogni. Ma 4000 sono un numero enorme. Ben oltre le vendite di molti quotidiani che tutti i giorni ingolfano le edicole inutilmente.
4000 visite e niente cambia? e cosa speravi? che crollasse il governo? che la Gelmini si dimettesse?
Ma quella era la dimostrazione, la prova provata che un tema interessante, ben costruito, un'analisi accurata, documentata ha un suo pubblico assai numeroso. "Le chiacchere le porta via il vento" si dice dalle mie parti, i fatti restano. Informazione e controinformazione, analisi, documentazione.

Questa è una guerra di trincea. "Scarpe rotte eppur bisogna andar".


Capisco la difficoltà di trovare sempre temi nuovi, possibilmente intelligenti, motivanti, stimolanti.
Se non li trovi fregatene. Ma se li trovi e tu li trovi, non ti puoi esimere dal proporli. Credo che siamo in molti a leggere ciò che scrivi e ad apprezzare ciò che scrivi. Se io scrivo sul tuo post è perchè lo trovo stimolante e perchè trovo le motivazioni per farlo. Non certo per piaggeria o per autoincensamento che se hai imparato a conoscermi non è tema che mi smuova.
Ripeto. Rallenta finchè vuoi ma non ritirarti sull'Aventino. Non fare la stronza.

P.S. La scurrilità non rientra nel mio vocabolario abituale quando scrivo ma "quanno ce vo', ce vo'".

Audrey ha detto...

@ Marco
Fossi più giovane e senza impegni privati me ne sarei già andata da questo paese da un pezzo.
Anche a fare la cameriera in un pub di Manchester o di Leeds :-) , ma azz almeno respirare aria di un paese VIVO, che pulsa e fa girare le rotelle, non stare in un paese dominato dalla gerontocrazia e dalle sue badanti.
In bocca al lupo!

@ massimo
Mi conosci, lo sai che l'Aventino non è qualcosa che condivido, ma ho bisogno di disintossicarmi :-)
temporaneamente.
Ecco questa è una riflessione che faccio sempre più frequentemente.
Hai notato che in questo paese nessuno MAI si prende periodi sabbatici, pause di riflessioni, allontanamenti, break?
Nessuno mai si dimette (nemmeno temporaneamente) da nulla...
Invece io sono convinta che esistenzialmente la lontananza e le pause non facciano per nulla male! :-)

@ Franco
Wooow grazie dei complimenti! (SCHERZOOO).
La frase più bella del tuo commento?
Scarpe rotte e eppur bisogna andar.

Forse è questo che ormai ci manca, da noi, qui, a sx...
La disciplina mentale.
Voglio ritrovarla, voglio ritrovare la mia durezza, le mie asperità, le mie incaxxature.
E per farlo ho bisogno di allontanarmi.

Macfeller ha detto...

Audrey, non mi aspettavo questa doccia fredda, anche se, ad esser sinceri, mi ritrovo non poco in quello che scrivi e quello che senti.

Ho molto rispetto per questo genere di decisioni perché so che sono prese dopo aver molto riflettuto e, credo anche, con una certa dose di sofferenza.

Quindi non cercherò di dissuaderti.

Però ti dico che mi dispiace, questo sì, e molto. E che ti aspetto.

Un sincero augurio che tu possa ritrovare quello che cerchi.

Un caloroso abbraccio.

Macfeller
(Marilena)

Anonimo ha detto...

per assurdo l'idea dell'abbandono della rinuncia sta stimolando la discussione. E' un tema forte e sentito.

Mi dici che in questo cazzo di paese non si dimette mai nessuno, vero.
Ma non sono di certo i giovani intelligenti che portano contributi interessanti a doverlo fare.

Il problema è proprio la disciplina e lo smarrimento, il senso di inutilità. Le grandi conquiste sono sempre avvenute lentamente e grazie al piccolo grande contributo di tutti. Tebe dalle cento porte chi la costrui?

Avrebbe conquistato la Gallia Cesare senza nemmeno un cuoco?

Un vecchio testo di Gaber, a grandi linee, dice cosi:

quando penso che non ne valga la pena, quando sono stufo e stanco, allora compagni ributtatemi nella realtà.

Rifletti, rallenta ma non mollare.

Non mi preoccupa Berlusconi in sè, ma Berlusconi in me.

Come vedi c'è molto Gaber, che per me è stato un maestro di vita. E ci vedeva lontano.

Scarpe rotte eppur bisogna andar


Massimo

Martina Buckley ha detto...

Allora mi sento in colpa... io sono una di quelli che se ne andò. Non per McNano, ancora non si era dato velleità politiche, ma pure era la Milano di Pillitteri, l'italia delle mafie e dei servizi segreti. E pure io avevo una situazione personale catastrofica. La mia fu una fuga. Allora i blog non c'erano. E forse si "viveva" di più, più a contatto con il territorio, i problemi tangibili.
La differenza tra allora e adesso? Il web forse mi avrebbe dato qualla scialuppa di salvataggio che tanto cercavo. Ed allo stesso tempo forse non mi avrebbe concessa la grinta di osare.
Che dirti dunque? Ci sono pro e contro. Anche a me la blogosfera a volte irrita. Però, come ho scritto già, apre i dibattiti.
Se ti prendi una pausa però non sparire del tutto... i tuoi commenti sono importanti, la tua partecipazione necessaria.
Un abbraccio

Audrey ha detto...

@Mac
Grazie delle tue parole.
Finalmente dopo tanto tempo che ci frequentiamo "virtualmente" conosco il tuo vero nome :-)
L'ho preso come un atto di stima e gentilezza nei miei confronti.
Grazie!

@ Massimo
quando penso che non ne valga la pena, quando sono stufo e stanco, allora compagni ributtatemi nella realtà.
Esatto!!!!!
Hai scovato in Gaber esattamente ciò che non riuscivo ad esprimere. Fammi ributtare nella realtà (che non è la blogosfera ne sono sempre più convinta..) e spero di ritornare con nuovo slancio :-)

@Martina
I commenti continuano, proprio ieri ne ho scritto uno sul tuo bel post sul vaticano.Non riesco a stare zitta..lo sai! :-)
Ma anche qui davvero mi voglio dedicare solo a ciò che davvero mi stimola e non rimanere imbrigliata in quella ragnatela che a volte si svela essere la blogosfera.
Sull'andarsene, alcune volte le sliding doors della vita decidono per noi.
Frequentavo l'ultimo liceo e vinsi una borsa annuale per San Diego (Ca). Poi un evento terribile mi costrinse a rinunciare.Si chiuse una porta e forse altre se ne saranno aperte. Ma oggi. col senno di poi, dubito :-)
A presto, A.

Mario ha detto...

Bè, ho scoperto il tuo blog con la cattura di Vik da parte della marina israeliana (quindi pochissimo tempo fa) e ora già mi trovo che lo vuoi chiudere, mi dispiace... Scrivi solo quando ti viene voglia, non sentirlo come un obbligo! Tante volte mi sento «in colpa» perché è qualche giorno che trascuro il mio blog, tante altre penso che non serva a niente... Poi mi rinnamoro e riparto. Chissà che poi alla fine non serva almeno per tenerci (politicamente) vivi, per chiarirci le idee... Per non dimenticare ciò che accade e che dopo un poco sembra normale solo perché è accaduto. Scrivi solo quando hai voglia, tanto prima o poi ti torna...

annuska ha detto...

Cara Audrey,capisco e condivido molto quello che provi in questo momento. Penso che allontanarsi, cercare un "periodo sabbatico" ,un periodo lontano dalla scrittura,dal coinvolgimento personale in ogni riga o commento possa solo che aiutare chi cerca di dare qualcosa di significativo.
Il silenzio a volte e' il miglior alleato per ritrovarsi.
Io aspetterò e rispetterò le tue scelte per il futuro, sperando di
poterti ritrovare ancora lungo la strada.
Un saluto ed un invito a resistere

amicusplato ha detto...

Cara Audrey,

ma non esiste mica soltanto la politica nel mondo...
Ci sono tanti altri argomenti su cui parlare o discutere.

È raro trovare persone che sanno scrivere con intelligenza, e con ironia, come sei capace a far tu.

Sei fine anche nei francesismi ;-)

Io frequento pochissimo i blog, ma questo è uno dei pochissimi.

Posta qualcosa che ti rilassi, che ti permetta di affrontare i problemi da altri punti di vista, qualcosa che parli di te...

Sei una persona interessante (lo so, che nessuno te lo aveva mai detto ancora):-D

Ne avrai di cose da dire...

Anch'io vorei chiudere, ma poi per divertirmi metto qualcosa che piaccia a me... e speriamo che piaccia anche agli altri; se no, va bene lo stesso.

Un abbraccio

Amicus

Audrey ha detto...

@ Mario
Mi ha fatto molto piacere (grazie alle note vicende di Vittorio) entrare in contatto con te.
Apprezzo molto quello che scrivi e continuerò a leggerti e seguirti.

@ Annuska
Un abbraccio e non predere di vista il parentado che missà alla fine della fiera sei la più saggia :-P

@ Amicus
Hai ragione su tutto (quando mai te l'ho detto? :-P) Ma dammi tempo. Ho bisogno di un bel respiro!
Cmq continuerò a commentarti e tampinardi..la faccenda di Gramsci non la mollo altro che autodafè :-)

Audrey ha detto...

Mi stavo dimenticandoooooo.Azzz

GRANDE GENOAAAAAAA

Grande MILITOOOOOOO

Forza Grifoneeeeee..
aho la soddisfazione che dà vincere un derbyyyyyyy :-D

Anonimo ha detto...

ale doria alè ale doria oh oh!!!

doria doria

Anonimo ha detto...

Ci sono dei momenti che ho voglia di star solo
rinchiuso in una stanza a pensare ai fatti miei.
E almeno in quei momenti la mia disperazione
è troppo più importante, esisto solo io.

Vi confesso che in questi momenti
io me ne frego di quel che succede
me ne frego della politica
della gente che muore ogni giorno
dell’America, della Russia e della Cina.

In questi momenti io me ne frego
delle guerre civili
me ne frego dell’imperialismo
non mi importa del Vietnam
non mi importa del comunismo.

In questi momenti io me ne frego
degli operai
me ne frego dei licenziamenti
me ne frego di Marx e di Lenin
non sopporto Gianfranco Serena
i discorsi del baretto
me ne frego, me ne frego, me ne frego…

In questi momenti vedo solo la mia vita
e la mia sofferenza è la mia sola verità.
In questi momenti, cari compagni
ributtatemi nella realtà.


e buttati;-PPPPPPPPPPPPPPP

Marele ha detto...

Ti capisco.
Ci sono passata.
Lo sai.
Te ne ho parlato.
Ti abbraccio.

Alberto ha detto...

Tutto vero quello che hai scritto. Anche che c'è in giro nella blogosfera una certa stanchezza. E se uno deve scrivere per forza allora tanto vale che lasci. Ma dimmi la verità, non sentirai poi un po' di nostalgia? Ciao.

riccardo gavioso ha detto...

ben comprendo, in fondo anche il mio blog sta continuando in modo discontinuo salvato da qualche preziosa vignetta presa in prestito e qualche riga scritta in modo frettoloso. Ci sono gli impegni personali, il lavoro, e soprattutto quel senso che gli sforzi siano inani contro il nano e i topi che seguono il suo squallido piffero.
Però - perchè c'è un però - tutti insieme abbiamo creato qualcosa che ben lungi dall'essere perfetto, è già molto meglio di quel che ci circonda. Certo il rapporto costo-beneficio sembra sbilanciarsi molto verso il primo, ma la libertà e l'amicizia che questo giochino si porta appresso non ha prezzo.
Io credo che, come me, la prima volta che la rabbia supererà la rassegnazione, tornerai a pigiare la tastiera e a regalarci i tuoi pensieri e le tue bellissime parole. E lo spero...

un abbraccio, con profonda amicizia

Riccardo

Anonimo ha detto...

Come spesso mi accade mi ritrovo nelle parole del nostro amico Riccardo. Ricorda che quelli che arrivano sono sempre sognatori che non hanno mai mollato.

Edison fece 1500 esperimenti prima di scoprire la lampadina. Fleming scoprì casualmente la pennicilina, ma era uno che osservava e non si arrendeva.

Ognuno da il proprio contributo, il tuo grandissimo e prezioso è stato soprattutto con Guerrilla

Siamo egoisti e abbiamo bisogno di te
Prim

Audrey ha detto...

Cari amici tutti,
era qualche giorno che non entravo a leggere Logicokaos e devo dire che mi ha fatto davvero piacere leggere i vostri commenti.

So che tornerò (ecche @@ dirà qualcuno :-D)perchè comunque non riesco a zittire la voce da bastian contrario che sta in me (il mio DNA genovese contempla necessariamente il diritto al celeberrimo "mugugno").
Quando sarà non so..semplicemente me lo devo sentire dentro.

Riflettendo su questo, ho rammentato un passo celebre e bellissimo dell'Ecclesiaste 3 (uno dei più bei brani che l'uomo abbia mai scritto):

1 Per ogni cosa c'è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2 C'è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

Un abbraccio affettuoso,
Audrey

Michele ha detto...

Sono contento che ci hai ripensato, spero di poter leggere al piu' presto i tuoi articoli pungenti e sempre precisi.

Cari saluti e a presto,
Michele

Anonimo ha detto...

Arrendersi è il più grande vantaggio che si può dare al nemico.
Confucio


Ben tornata.
Prim

Gap ha detto...

Vengo dal blog di Martina, ero curioso di sapere a chi erano stato dedicato il post. Ti confesso subito che non ho letto tutto il tuo post (mi riprometto di farlo domani a mente fresca) ti chiedo di non chiudere, di non cedere davanti allo sfacelo in cui siamo e che diventerà sempre peggio. Fallo per quelli che ancora si battono per gli ultimi tra gli ultimi e hanno bisogno di tutte le voci libere e serie, se godi della stima di Martina di certo rientri in questa categoria. Sapessi quante volte ho pensato di rinchiudermi nel mio cantuccio e abbandonare tutto, quante volte, in meno di un anno che ho il blog ho pensato di chiuderlo, ma non lo faccio perchè penso che una voce in meno in questa terra che si va desertificando, in cui tutti i valori decadono, non posso darla vinta al nemico, qualunque esso sia. Tornerò a trovarti, sperando che tu abbia cambiato idea. Scusa l'intromissione, gli eventuali errori e resistere sempre e comunque a qualunque avversità, politica, sociale e personale.
Ciao Gap

Comicomix ha detto...

Carissima e dolcissima Audrey, condivido la tua analisi pressochè per intero. Non ho voglia e tempo di spiegare in dettaglio il perchè ed il percome, sarebbero talmente tanti gli argomenti che si potrebbero portare a supporto di questa tua tesi...
Eppure...

Eppure, ho scelto di RESISTERE (e mi costa moltissima fatica) per due buone ragioni:

La prima è "privata" tu e alcuni dei tuoi affezionati lettori la conoscete benissimo, e non devo quindi spiegarla.

La seconda è che questa piccolissima e flebile voce mi sembra sempre più l'UNICA fuori dal coro. Sgrassandola dei "compitini" come giustamente li chiami tu e dei troppi, troppissimi Falò delle vanità. che si leggono in giro.

Nel mio piccolo, se hai voglia e tempo, mi sono permesso di scriverti una picolissima dedica.

Un abbraccio, e qualunque cosa tu faccia, io sai che ci sono e ci sarò sempre.

:-*)

Carlo

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