domenica 8 febbraio 2009

Se Berlusconi fosse povero , sarebbe ……………………


Dopo le ennesime esternazioni fasciste di Berlusconi, e il solito patetico tentativo di aggiustarle, mi sono chiesto quale è il fattore di credito che vanta agli occhi degli italiani. Vi confesso che già lo conosco, da tempo, ma ora mi appaiono più chiari gli elementi che lo rendono popolare e sostenuto.
L’ordine di importanza penso sia superfluo.
In Italia abbiamo avuto, purtroppo sino a poco tempo fa, una forza di sinistra estremamente forte e onesta. Questo ha determinato che la chiesa e i qualunquisti abbiano sempre predicato la paura nei comunisti, se notate, ma so che non vi è sfuggito, nei sui discorsi il leader di Arcore incolpa sempre i comunisti, è il suo life motive. Gli italiani, almeno una buona parte, cresciuti con l’idea anticomunista,vedono in lui il paladino che si scaglia contro il nemico. Nemico che cambia, certo, ci sono gli extracomunitari, i rom, e rumeni. Vivono di nemici, si nutrono, se non li avessero sarebbero perduti. Tanti nemici tanto onore. Si perché gli italiani, sotto sotto, sono un po’ fascisti.

Il secondo motivo sono i soldi. E’ vero che questi non fanno la felicità ma trasformano chi li ha in un idolo, e più ne ha più è venerato. Lo diceva Joe Fraizer, il famoso pugile, anzi lo ha in evidenza sulla sua scrivania, una targa che riporta “ E’ brutto essere negri, io lo sono stato quando ero povero”.
Provate a immaginare una persona qualsiasi che si permetta di dire stronzate come dice il nostro premier, sarebbe considerato, a ragione, lo scemo del villaggio. Potere dei soldi, si trasforma in emerito statista. Invece resta un emerito cretino.
Se non bastasse pensate a colui che crede di primeggiare in tutto e che ritiene di essere superiore in ogni campo, dall’economia, alla scienza, alla bioetica e via in tutti i campi. Un saggio, vero che di soldi non ne teneva, soleva affermare: Se incontrerai qualcuno persuaso di sapere tutto e di essere capace di fare tutto non potrai sbagliare, costui è un imbecille!

Italiani con i soldi si può comprare, tutto tranne l’intelligenza.

5 commenti:

rossaura ha detto...

Sicuro che l'unica cosa che i soldi non possono comperare è l'intelligenza? Secondo me ce ne sono anche altre tipo l'onestà, la morale, l'etica, la simpatia..... e posso andare avanti ancora un bel po'.
Ciao Ross

Anonimo ha detto...

Certo ma gli italiani comprendono una cosa alla volta. Lasciamogli metabolizzare una cosa alla volta chissà che capiscano.
Ciao Prim

Martina Buckley ha detto...

Se berlusconi fosse povero sarebbe... un coglione come tanti. Ops, lo è già >:@

Scusate il dolce stil novo, ma ormai non riesco più a trattenermi di fronte alle sue affermazioni, che purtroppo vengono puntualmente e diligentemente riportate sulla stampa estera.

Anonimo ha detto...

Brava Martina è proprio così, la differenza tra un ricco e un povero è che il ricco è bravo anche quando è un coglione, e il povero? quello agli occhi della gente è sempre un coglione o un comunista
prim

franco ha detto...

sono molto, molto preoccupato per il livello raggiunto non dalle solite indegne cretinate di un imbecille miliardario, ma dalla politica di un miliardario assai pericoloso per la democrazia. Che sia miliardario devo dire che mi interessa molto poco, ma evidentemente interessa ad una parte dell'elettorato. Ma quello che mi preoccupa è tutto il sistema messo su. Un sistema nient’affatto improvvisato ma studiato attentamente a tavolino. Un lavoro che vede la partecipazione di stuoli di ghost-writer, di uomini immagine, di sociologi, di psicologi, di studiosi della comunicazione di massa, di televisioni, di giornali. Stiamo molto attenti. Berlusconi è a capo di un esercito suddiviso in armate diverse e distinte. Ognuno con il proprio compito per servire al Capo. Lui è il capo di questo esercito, creato, voluto, curato, riaggiustato via via dal capo stesso attraverso i suoi lacchè, più o meno consapevoli. Il burattinaio, colui che tira i fili.

Il collante di questa politica non è l'antisinistra, l'anticomunismo becero, questo è semmai il legante. Poco credo interessi a Berlusconi che esista una sinistra, se non ci fosse l'inventerebbe perchè è congeniale ai suoi interessi politici. Non a caso tutti i giorni ripete la solita storiella dei comunisti, non contro i comunisti, ma per tenere insieme, amalgamare il proprio elettorato, dargli una parola d'ordine facilmente capibile. Il vero collante di questa politica mi sembra proprio la massoneria. O per meglio dire la P2. Conosco tanti massoni, ancorchè io non lo sia, e devo dire che la massoneria c'entra poco con la P2. Berlusconi come punta di diamante, ariete di una politica inventata, voluta dalla P2. Non so se esista ancora la P2, forse avrà cambiato nome, alcuni personaggi saranno cambiati, ma quella politica, quel sogno politico non mi sembra cambiato. Adesso ha "finalmente" trovato l'uomo per vincere la battaglia, ha uomini nei posti chiave del governo, Cicchitto in primis (anche lui iscritto alla P2), e chissà chi e quanti altri.
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Attenzione dunque, quella che stiamo combattendo è una battaglia politica, ma quello che dobbiamo aver ben chiaro in mente è che stiamo combattendo una battaglia contro un’organizzazione estremamente complessa che temo non sia interessata alla democrazia, o almeno alla democrazia nell’accezione che diamo normalmente al termine. Perchè quella che ho definito essere la "P2" non è interessata a vincere una battaglia politica, è interessata a vincere una guerra politica. Gli esiti potrebbero essere tragici. Dobbiamo stare tutti molto, molto attenti.

Credo che fra 20 o 30 anni si scopriranno delle cose a questo riguardo. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa una donna come Tina Anselmi che fu a capo della commissione d'indagine sulla P2.

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