martedì 3 febbraio 2009

Lunga vita e Eluana


Non capisco, sarà un mio limite, ma non capisco. Mi interrogo sul valore della vita. Ma poi mi chiedo: cosa è la vita? E’ quella di Eluana? Quello è vivere?

No quello è morire, ogni giorno lentamente, inesorabilmente. Tra sofferenze silenziose, non meno dolorose. Allora condanniamola a una lenta agonia. Violentiamo il dolore di un padre che dura da molti anni, troppi. Non li capisco i manifestanti per la vita. Non posso capirli.
Tanto solerti nel difendere una non vita e tanto assenti dove la vita è invivibile. Alcuni di loro sono gli stessi che difendono le parole di Maroni. Sono dispensatori di “cattiveria” nei confronti dei clandestini.

Eluana ha la disgrazia di non essere clandestina, se solo lo fosse, la sua morte sarebbe una anonima piccola notizia che nessuno legge. Bene, anzi male, malissimo. Tutta questa bontà ad intermittenza, rigidamente selezionata, indirizzata ad alimentare solo nuova sofferenza, sembra più una forma di violenza che un aiuto cristiano. Ma siamo un paese cattolico, ce lo ricorda il papa, quotidianamente, le contraddizioni non contano così come non conta la sofferenza, anzi più la vita è difficile, sofferta, dolorosa più grande è il contributo al nostro Dio. Nel caso di Eluana ce ne è in abbondanza.
E allora lunga vita a Eluana

6 commenti:

XPX ha detto...

Mi associo: un lungo abbraccio ad Eluana.

Audrey ha detto...

Come già scritto altrove, su questa vicenda mi aspetto solo un rispettoso silenzio.

Nessuna autorità nè civile, nè politica , nè tantomeno ecclesiastica può pretendere di indicare verità.

Ancora una volta i mass media italiani sono stati vergognosi, nella loro strumentalizzazione e nel loro asservimento ai poteri forti.

Di fronte a questa vicenda, e lo dico come madre, come essere umano e come cittadina, si può solo sperare e pregare (per coloro che credono in un essere superiore) che non capiti mai a noi.

Un abbraccio al padre di Eluana.

Martina Buckley ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Martina Buckley ha detto...

Prim, l'agonia non è di Eluana, che ormai non prova più nulla da 17 anni, ma per della sua famiglia. Mi unisco ad Audrey per il silenzio in contrasto al disgustoso circo mediatico che ancora una volta, in puro stile mediatico, ha monopolizzato una storia di sofferenza.
Ed il vaticano ci ha banchettato sopra.

Anonimo ha detto...

Cara Martina, sono pienamente daccordo con te che la sofferenza e lo strazio sono per quel povero padre, non sono poi così convinto che lei non provi nulla. E' in uno stato dove non è scientificamente provata l'assenza di dolore. Non posso che condividere anche che il caso è stato usato, è notizia di oggi che il governo vuole fare un decreto per tenerla in vita. Sono molto addolorato per il padre e per lei e non sopporto, appunto, la speculazione di coloro che, a seconda dei casi, sono per la vita o meno.
Prim

Anonimo ha detto...

Pensavo che avese ragione e finalmente fosse necessario tacere e lasciare solo Beppino con il suo dolore. Dopo i fatti talebani di oggi bisogna invece regire e fare sentire la nostra voce per fermare quella lobby di pseudo moralisti cattolici che ritengono di avere la verità assoluta e di imporre le loro volontà incuranti del dolore altrui.
Prim

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