domenica 12 ottobre 2008

Ricevo e volentieri pubblico da Massimo aka Primlug: Uno spettro si aggira per...


I più attenti coglieranno immediatamente l’inizio del Manifesto del Partito Comunista, ma non è così.
Lo spettro che si aggira, nel mondo, e non solo in Europa, è quello della recessione.
Una crisi cui il paragone con quella del 1929 calza, ma solo per i fattori che l’hanno innescata.

Gli errori sono dunque gli stessi.

Non a caso si sviluppa nel paese più liberista del mondo, gli USA.
La sperequazione nella ridistribuzione del reddito, la pessima gestione delle aziende industriali e finanziarie, la debolezza del sistema bancario, e l’eccesso di prestiti a carattere speculativo.

Insomma a vacillare è l’essenza del liberismo.
Lasciare alla regolamentazione sola ed esclusiva del mercato porta al profitto a tutti i costi, ad ingegnare ricchezza la dove non c’è.

Se ci chiediamo perché il popolo ha taciuto ed accettato comprendiamo che la risposta è semplicemente disarmante: perché lo si è lasciato vivere al sopra delle proprie possibilità.

La massa accumulava debiti ma non rinunciava al tenore di vita.
Mentre i redditi venivano distribuiti solo tra pochissimi il ceto medio ed i poveri accumulavano debiti.

Lo stato deve intervenire per evitare il fallimento delle istituzioni finanziarie, e tutto il mondo occidentale è in balia di una depressione degenerativa, la cui fine è difficilmente prevedibile ebbene ciò significa che il liberismo è morto.
Ucciso dalle sue stesse contraddizioni.

Lo aveva previsto 150 anni fa Karl Marx, e ora lo scoprono anche i capitalisti che stanno rivalutandone la figura e la teoria economica.

Come detto non si può prevedere la durata di questa recessione, bisognerà cercare di evitare la deflazione e, soprattutto, la stagninflazione, ma disponiamo di memoria storica e non dovremmo ripetere gli errori del passato.
Positivo è il coordinamento tra i vari stati e continenti, il problema è mondiale e non risparmia nessuno, nemmeno i paesi emergenti.

Di sicuro il mondo non dovrà, e mi auguro proprio, non sarà uguale e le economie dei paesi non dovranno essere sostenute e mantenute dalle guerre e da pochi speculatori, privati o istituzionali essi siano.
La BCE dovrà cambiare la sua politica miope intenta solo a manovrare i tassi per evitare l’inflazione.

Gli esperti, oltre ad innesti consistenti di liquidità, sostengono che deve riprendere la fiducia dei mercati, io invece affermo che la fiducia in questi mercati deve mancare e si deve ripensare agli errori commessi e correggerli con una adeguata ridistribuzione dei redditi con una economia più solidale e che le banche tornino a svolgere il loro ruolo sociale a sostegno dell’economia reale.

Prevarrà il buon senso? Si migliorerà questo mondo così ineguale? Non lo so, me lo auguro, ma non lo so.
L’unica certezza che ho è che ci saranno lacrime e sangue, ma solo e sempre per gli stessi.

Massimo

21 commenti:

rossaura ha detto...

@ Massimooooo!

Ben tornato, anche se con un argomento doloroso, per chi, come molti di noi, vive in una situazione che velocemente può virare verso la "bancarotta".
Interessantissima la tua analisi sul fatto che le reazioni sono spaventate, ma sopratutto drogate dal fatto che, quale popolo, abbiamo, sotto suggerimento dell'andazzo generale e anche di una società che ha fatto dell'indebitamento e del consumo smodato la sua ragione di vita, ripeto abbiamo vissuto al di sopra di quello che ci potevamo permettere.
Ora arrivano i conti da pagare, ma solo per noi.
Le banche che ci hanno "agevolato", le finanziarie che hanno creato la nostra propensione all'indebitamento, ora vengono sostenute dagli Stati (che alla fine continuiamo ad essere noi), bene noi subiremo le conseguenze e noi pagheremo gli errori degli altri.
Da tempo sono una fautrice della decrescita e dell'etica economica, ossia la possibilità di cambiare il sistema liberista con altro molto più solidale e meno speculativo. Ridistribuzione dei profitti e delle risorse. Tornare al lavoro quale strumento per una crescita omogenea e sociale.
Ma come faremo a rinchiudere le fauci di chi ci ha fino ad ora fatti fessi e che ci ha succhiato fino all'ultima linfa vitale.
Fargli pagare gli errori no vero?
Ho solo commentato di getto, senza riflettere, ma voglio tornare a ragionarci su....
Un spettro si aggira per l'Europa e purtroppo non siamo noi.
Ciao Ross

Anonimo ha detto...

allora prima di tutto mettiti l'anima in pace: il capitalismo non scomparirà mai perchè è insito nella sua genesi e nel suo funzionamento l'inserirsi agilmente tra le crisi e sopratutto ha una dote fondamentale: l'adattamento. ED è per questo che magari in altre forme meno speculative, in altre forme che premino maggiormente l'economia reale, resterà in vigore fino all'apocalisse.
al massimo si assisterà alla decandenza delle leadership incontrastata degli usa (peccato) a scapito di paesi che già da anni la hanno in mano (leggasi cina e india). Un importante economista ha ipotizzato una crisi economica con una cadenza decennale di circa 25 anni,quindi abituatevi, queste crisi sono necessarie al sistema per autoriprodursi e rigenerarsi.
"A quando la rivoluzione?"
ahahahhahaha mai.

Martina Buckley ha detto...

Cari Audrey e Massimo, bene bene, quando leggo post del genere mi sfrego le mani :D Questa è anche la mia teoria (l'avevo scritto nel mio post Subprime Meat) e concordo con voi tutti nel dire che questo tipo di società non è sostenibile. come ha accennato Ross, non solo la decrescrita è a questo punto inevitabile ma è necessaria.
Riflessioni sul sitema capitalistico, per rispondere all'anonimo? Non è un sistema naturale alla società umana. Si è innestato globalmente da un centinaio di anni o poco più, una briciola rispetto al milione di anni di vita sociale dell'Homo sapiens. Sinceramente, rispetto a molte altre civiltà millenarie del passato, mi sembra eccessivo affermare che è un sistema adattabile, infatti ha appena confermato il contrario: l'umanità è cambiata in modo cataclismico ed inesorabile negli ultimi decenni, una popolazione planetaria insostenibile, l'esaurimento rapido delle risorse, il pianeta che, scusate il francesimo, sta andando a puttane. Il capitalismo è crollato e la gente, quella comune, quella subprime, quelli ad esempio che si ritrovano adesso le case che hanno acquistato un paio di anni fa (o meglio, che le banche hanno acquistato per loro) che valgono la metà dei mutui che pagheranno forse tra 40 anni se sopravvivvono, ecco quella gente ne pagherà amaramente le conseguenze. Coonsiglio a tutti di rispolverare The grapes of wrath (Furore) di Steinbeck dagli scaffali.
Un abbraccio Audrey

Anonimo ha detto...

1 grazie al cielo questa è la società più equa e sostenibile che ci sia.

2 vorrei sapere qual'è secondo lei il sistema naturale ahah. non ci sono sitemi naturali come non ci sono diritti naturali. tutto ciò che è la legislazione attuale è frutto di menti umane, che potrebbero aver deciso per il giusto o per lo sbagliato.

3 non è adattabile? è da circa 100 anni hce il sistema deve crollare, a me sembra che nonostnate le crisi cicliche non l'ha mai fatto, riprendendosi inoltre in tempi più brevi della crisi precedente. 2 anni nel 1929 8 mesi negli anni 70 poche settimane adesso.

4 il capitalismo non è crollato, la invito ad uscire di casa, ho idea che la sua frequentazione su internet le abbia obnubilato le facoltà di percezione della realtà.

5 l'anonimo è lord brummel

Martina Buckley ha detto...

Ah ecco, lord, meno male, odio conversare con chi non si firma :D
odio anche e soprattutto chi mi da del lei :)

Rapidamente perché non ho tempo:

Le società naturali si possono dedurre da come vivevamo prima dell'industrializzazione. ovvero le società rurali, del villaggio comunitario (non uso la parola comunismo perché è stata troppo abusata), della produzione non tesa al profitto ma al sostentamento. Certo, l'era del "capitalismo" (ovvero l'era industriale e post-industriale) ha dato anche i suo frutti, il progresso scientifico ad esempio. Una società equa e sostenibile? Non penso proprio. Gli 800 milioni di persone che crepano di fame al mondo dove li mettiamo? Ma lascio qui le cifre, che si trovano dappertutto sull'Internet.

In medio stat virtus. visto che siamo così "evoluti" (virgolette volute), certo Homo sapiens sarà in grado di sperimentare un tipo di società che non è volta all'arricchimento... ma perché sono cosi scettica?

Il fatto che l'economia americana si riprese solo in due anni dopo il grande crollo degli anni '30 è semplicemente un'enorme inesattezza storica e sociologica. Ci vollero le enormi infrastrutture degli anni '30 e '40, la conversione di molte industrie fallimentari al bellico e l'ENORME impulso che il piano Marshall diede alla produzione mondiale, per ristabilire gli equilibri economici. In pratica: ci volle una guerra mondiale. Eh sì che Malthus aveva ragione...

And last but not least: esco di casa da molti più anni di te. La mia percezione della realtà è limpida e senza i filtri dei media berlusconiani, thank you very much. Ma certo, la stampa estera è tutta comunista, si sa, l'ha detto anche l'unto, per cui tutte le cose che si leggono sul futuro dell'economia mondiale sono tutti complotti veterostalinisti... eh, se lo dice lui...

Anonimo ha detto...

salve a tutti.
Sono rientrato da Parigi ieri sera (mio figlio lavora alla Disney) e dopo aver guardato la posta varia che mi è arrivata nel frattempo ho dato un'occhiata anche ai blog degli amici. Vi ho trovato tante cose interessanti com'era ovvio che accadesse. Ho letto anche l'intervento di Massimo (che saluto caramente) e che in qualche modo mi permette di continuare un "fil rouge" che ho intrattenuto in queste settimane con i miei clienti (mi occupo professionalmente di consulenza finanziaria) che mi hanno tempestato di telefonate mentre ero a Parigi per chiedermi cosa stesse succedendo sui mercati. Chi contento per essere uscito dai mercati azionari già a luglio 2007 (non ho un cliente investito sui mercati azionari dal luglio 2007), chi comunque preoccupato temendo contraccolpi anche sui mercati obbligazionari in genere, benchè abbiano solo e soltanto titoli di stato ed istituzioni sovranazionali contraddistinti dalla AAA o al minimo AA. Cioè la massima sicurezza possibile del rimborso del capitale e del pagamento delle cedole.
Perchè racconto questo vi chiederete? che ce ne frega se sei stato bravo o sei stato fortunato? Vi dico tutto ciò per raccontarvi ciò che ho risposto loro e quindi in qualche modo per continuare il discorso di Massimo.
Ho detto loro che quello che stà accadendo non solo era ineluttabile che accadesse ma anche prevedibile.
Io sono dell'opinione che i mercati siano tutti e del tutto manovrati. In giro per il mondo ci sono capitali immensi, manovrati da pochi, alla ricerca di investimenti che diano risultati, in termini di redditività, importanti. Dal 2003 (punta di minima dei mercati azionari - il tonfo del 2001 a seguito dell'attacco alle Torri gemelle di New York neanche si vede a livello di grafico) ad oggi i mercati azionari erano cresciuti molto. Insieme ad essi erano cresciuti a dismisura anche i prezzi degli immobili. 30 anni fa i mutui erano fatti nella stragrande maggioranza a 10 anni, max 15 adesso si arriva normalmente a 25, 30 anni con punte fino a 40 o 50anni. Quindi non c'entra niente l'inflazione ma è il numero di anni di lavoro per l'acquisto della casa che è aumentato. Quindi erano cresciute le azioni e il valore delle case, ma non solo. Per gli immobili non a caso negli anni scorsi sono stati creati i fondi immobiliari, cioè contenitori in cui immettere da parte dei grandi gruppi una quantità enorme di immobili, praticamente vendendo ai massimi livelli di mercato senza ingolfare il mercato stesso perdipiù mantenendone il controllo.
Qual'era il terzo grande filone di possibili investimenti per questi grandi capitali? escludiamo i titoli di stato ovviamente, i detentori di quei capitali non interessati a rendimenti del 3 o 4%. Vogliono rendimenti ben più elevati. L'altro filone di possibile investimento erano quelle si chiamano le "commodities", vale a dire la materie prime (petrolio, oro, grano, soia ecc.). Sono state ridotte a merce terza su cui scommettere impunentemente. Matematici e economisti si sono inventati strumenti per questo. "Futures", "options", "put" "calls" altro non sono che termini per identificare scommesse su qualunque cosa. Tutto ciò ha portato a far crescere in misura enorme anche i prezzi di queste "commodities". A luglio scorso sono andato a Roma per ascoltare un road show della Morgan Stanley. In quel road show tra le altre cose si raccomandava un investimento in comparti della sicav della Morgan Stanley stessa che investiva in
queste "commodities". Il prezzo del petrolio se vi ricordate era allora intorno ai 150 $ al barile. Pensai quindi che il prezzo del petrolio era arrivato ai massimi e che adesso dovevano mettere in mano al popolino il cerino acceso. Non c’era bisogno di Nostradamus…
Dunque ricapitoliamo:
azioni care
immobili cari
petrolio ecc. caro.
Dove dunque dovevano investire questi capitali? mica sono sciocchi.
Qual'è il più facilmente abbattibile nei prezzi? Il prezzo delle azioni ed anche quello delle "commodities" diremmo. Ma il prezzo del petrolio ha effetti anche sullo sviluppo, sulla capacità di creare il famoso nochè famigerato PIL. E' un oggetto pericoloso il petrolio, non deve calare troppo ma neanche salire troppo perchè ha ripercussioni dirette sull'economia.
La cosa più semplice era quindi investire in azioni. Quando? Dopo aver fatto cadere le quotazioni. E' quello che sta accadendo. Si crea il panico, i giornali scrivono di crolli, i telegiornali parlano di tracolli, si crea il caos, il panico tra i risparmiatori e tutti vendono. Vendono a qualsiasi prezzo pur di disfarsi delle azioni che hanno comprato a caro prezzo. Ma se tutti vendono chi compra? Perchè se c'è uno che vende vuol dire che c'è uno che compra non scordiamocelo mai. E chi è quello che compra? Il risparmiatore della porta accanto? Sbagliato ovviamente. Sono le mani forti, i grandi capitali che arrivati a certe quotazioni ricominciano a comprare piano piano, senza destare sospetto, quelli che faranno rialzare le quotazioni nuovamente nei prossimi anni assicurandosi quindi rendimenti a 2 cifre per l'avvenire. Fino alla prossima volta.....è sempre stato così e continuerà così....

Franco

Anonimo ha detto...

@ Martina
Hai perfettamente ragione. Per uscire dalla crisi del '29 c'è voluta la seconda guerra mondiale. Non è questione ideologica, è solo questione storico economica. Ma evidentemente ci sono coloro che non credono in questo o semplicemente che non sanno. Non l'ha detto Fede nel suo telegiornale... e nemmeno il P2ista Cicchitto insieme al P2ista del suo capo.

Franco

rossaura ha detto...

@ Franco
Ciao bentornato con un ottimo intervento che mi ha fatto capire alcuni processi economici che mi giravano nebulosi in testa.
Non so se semplifico troppo, ma quella che stanno facendo è una procedura di economia virtuale e non reale, i capitali richiedono sempre maggiori profitti e si spostano nei settori che li garantiscono. In questo caso è la Borsa, le azioni, operazione che viene predisposta creando panico e crolli economici presunti o reali.
Capito il meccanismo, resterebbe da capire chi si arricchirà da questa baraonda.
La questione non è quella di additare al mondo lo squalo peggiore, ossia lo speculatore all'ennesima potenza, ma per capire quali sono le armi per contrastare questi processi.

Conosco per interposta persona che è di famiglia un personaggio americano di grande potere economico e addentro alla finanza mondiale. A volte valuto l'andamento economico generale dalle reazioni sue e da quelle della sua famiglia. Pur non capendo le ragioni delle sue decisioni posso dire che ha abbandonato i suoi interessi in Europa, liquidando tutto in brevissimo tempo, ora investe nell'economia americana anche e non solo nel campo immobiliare.
Ciò potrebbe essere la conferma a quello che dicevi, si aspetta il crollo per acquistare a basso prezzo e così ricomincia la ricca avventura.


@ Lord

Vorrei farti riflettere con le parole di Gorbaciov (se non hai paura di infettarti a leggerle) :-)"Il sistema capitalistico e' in contrasto con le leggi della fisica e della chimica, perche' non puo' esservi sviluppo indefinito in un sistema limitato di risorse. Invece il modello turbocapitalistico e' interamente costruito sulle illusioni di infinita' inesistenti. Non si puo' contare sul profitto in crescita a tutti i costi, perche' a un certo punto la curva si flettera'. Non si puo' spingere a consumi in crescita illimitata perche' le risorse sono definite, a cominciare da quelle energetiche....."
Capisco che l'illusione dell'eterna crescita fa parte dell'immaginario delle persone che amano "consumare" e "acquistare" per diletto o per necessità psicosomatica.
Ma non temere tu non sei l'economia tu sei solo uno schiavo che la tiene in piedi.... ;-)

Ciao Ross

Audrey ha detto...

@ Alessandro

Se volevi fare pubblicità al tuo gruppo porno su Google, potevi farlo altrove.
La blogsfera è piena di siti che non aspettano altro.

Aggiungere poi 2 righe abbastanza insulse per giustificare il link..Te lo potevi almeno risparmiare. Ipocrisia.

Audrey

ps per un commento più di sostanza ed inerente rimando ad un momento che sono più tranquilla...
Odio quando la gente mi costringe a fare Catone il censore.

Anonimo ha detto...

quanti bei commenti
@Franco
Ciao carissimo ottima analisi che condivido, però resto dell'idea che le grandi strutture extranazionali che seculano sul mercato in questo caso si siano mosse dopo per sfruttare l'onda. Sono convinto che questa crisi sia strutturale e che le vere conseguenze si avvertiranno da metà dell'anno prossimo sino a quando non so. Poi, come giustamente focalizzi tu, gli speculatori alimentano il clima di incertezza e generano ad arte il panico per sfruttare i mercati. Questa crisi è figlia di anni di recessione mascherata, di consumi elevati senza sostegno reale di reddito, di indebitamenti oltre le possibilità, di un sistema finanziario internazionale volto al profitto con leve finanziarie utilizzando carta, anzi carta straccia. Viene da troppo lontano per essere il frutto di una crisi passeggera e creata ad arte. Gli Usa erano tecnicamente in recessione ne sono usciti con la guerra. Le manovre le vedo più a livello politico, se non l'hai letto, è interessante il libro di Giulietto Chiesa l'Impero. Grandi responsabilità le vedo anche nelle istituzioni quali la fed s la bce con le loro politiche monetarie, ma è un discorso molto lungo.

@lord brummel
ti ha risposto molto bene Martina, mi chiedo solo in che mondo vivi se non vedi che questo mondo è quanto di più ineguale ed ingiusto ci sia. Mi stupisco che uno come te non sappia della rivoluzione Keynesiana e con quali parole l'economista criticava l'economia con una fallace redistribuzione del reddito.

Grazie a tutti

Massimo

Anonimo ha detto...

@ Massimo
@ Ross
ciao cara amica mia.
Devo intervenire anche sul tuo blog... appena ne trovo il tempo.
Per quanto riguarda invece il discorso che stiamo affrontando ti dirò che la scorsa settimana stavo guardando i conti di alcune banche americane ed ho scoperto che solo in due di esse ci sono qualcosa come circa 500 miliardi di dollari di liquidità. E' evidente che questa massa enorme di denaro è lì in attesa di essere investita in qualcosa di ben più remunerativo del conto corrente o del pronto contro termine... Perchè c'è dunque questa massa enorme di liquidità? E' giustificata? E' reale? Ha un qualche rapporto con l'economia reale? Il discorso è molto lungo e probabilmente interessa pochi. Comunque dipende sostanzialmente da due fattori. Il primo, essenziale, è la disdetta degli accordi di Bretton Woods. Questi accordi erano del 1944 ed erano delle regole per le relazioni commerciali e finanziarie tra i principali paesi industrializzati del mondo. Furono disdetti da Nixon nel 1971. Il dollaro non era più convertibile in oro e si creò un "non" sistema di cambi flessibili.
Il secondo è l'inizione di liquidità operata nel sistema a più riprese. Si pensi solo alla montagna di liquidità immessa nel sistema a seguito dell'attacco alla torri gemelle.
Quindi carta, questo è quello che c'è nel sistema. Su quella carta si fanno i bilanci delle banche. Sui bilanci delle banche, fatte di carta, si pagano i managers di esse. Si pagano a livelli stratosferici fino a 250 volte lo stipendio medio di un impiegato. Si danno stock options milionarie (in euro) per far raggiungere alti livelli di prezzo delle azioni delle banche stesse costruiti su bilanci fatti carta. Un sistema perverso.

Per quanto riguarda il tuo conoscente americano credo proprio sia una persona molto informata. Se ha venduto tutti i suoi investimenti in europa e sta ritornando negli USA la dice lunga. Chi uscirà per primo da questa crisi? Gli USA. Su questo non c'è dubbio alcuno. Perchè? perchè negli USA non ci sono tutti quegli ammortizzatori sociali che ci sono in europa, perchè in europa esiste una sanità pubblica che non c'è negli USA ecc. Da cui se ne evince una cosa. Almeno questa. Meno male che siamo in europa. Questo spiega anche molte cose delle politiche adottate dal governo Berlusconi e di altri governi di centro destra in europa stessa.

Franco

Anonimo ha detto...

Caro Franco,
le informazioni che hai tu, e in buona parte anch'io, è il nostro lavoro, sono convinto che non siano sufficienti e ti spiego il perchè:
è vero che viviamo nel'era dell'informazione globale ma è altrettanto vero che è drogata, infatti nessuno conosce l'esatta entità della carta straccia che c'è in giro, ognuno conosce il proprio orticello. La riprova è la manovra della fed di finanziare, con commercial paper, anche le industrie. Come sai bene non esiste un solo manuale di economia che attribuisce quest compito alla banca centrale. Allora perchè questa strategia? Perchè alimentare incertezza su mercati già turbolenti? La risposta può essere una sola: sanno perfettamente che le misure adottate non sono sufficienti e che ci sono mine vaganti difficilmente quantificabili e disinnescabili. Sono convinto che la leadership americana è ormai minata, da tanti piccoli fattori di per sè trascurabili ma nell'insieme molto significativi. Ad esempio il valore del dollaro, la sostituzione, come moneta di scambio, da dollaro a euro adottata da molti paesi. l'affermazione di economie in forte crescita e con disponibilità di liquidità enormi. Il nostro presidente del consiglio, demagogicamente, ha detto che tutelerà i risparmi. Quali? le obbligazioni sono scese di prezzo se non azzerate, la borsa a picco e il risparmio sul conto era già tutelato. Ecco chi ne approfitta dalla crisi. Scusa questa ultima deviazione del tema ma le bestialità mi fanno inca......
ciao carissimo
Massimo

Audrey ha detto...

@ Tutti :-)

Trovato finalmente il tempo e la tramnquillità mentale per leggermi tutti i vs interventi, vorrei fare alcune considerazioni sparse...

Non entro nel merito degli aspetti economico/finanziari di questa crisi, non ne ho le capacità nè le competenze, vorrei però dire una mia ferrea convinzione (che forse meravigluierà chi conosce le mie opinioni politiche).

Il capitalismo/liberismo (lasciatemi la libertà di accoppiare i 2 termini)è ben lontano non solo dal morire ma anche dall'essere lievemente raffreddato.
E proprio quello che VOI avete scritto (con grande cognizione di causa) lo dimostra.

Se l'attuale crisi dei mercati è stata sostanzialmente manovrata da pochi enormi capitali, che si ritrovano a guadagnare ora e nei prox anni cifre impensabili per noi comuni umani (questo è quello che io ho dedotto dai vs interventi) cuò dimostra solo, a mio modesto parere, che il sistema capitalistico è più vivo che mai ed impone le sue ferree regole oggi più che mai.
Anzi, probabilmente la cosiddetta globalizzazione (economica e dell'informazione che così tanto influenza i comportamenti collettivi) ha permesso ancora di più sviluppare un capitalismo oligarchico, che scarica sulla massa scorie, perdite e passività e permette a pochi di continuare, non solo a mantenere, ma addirittura a moltiplicare il proprio patrimonio.

un'ultima annotazione..concordo (nella mia ignoranza su tali temi) che gli USA usciranno prima dalla crisi..Però al riguardo 2 considerazioni:

1) Anche qua ,amici miei, date una spiegazione del perchè ciò avverrà che tesse le lodi del capitalismo e ne canta le glorie :-)
In pratica dite che gli USA ne usciranno prima perchè applicano le vere regole dell'economia liberista, mentre noi in Europa (occidentale) dove abbiamo sto vecchio vizio dello Stato Sociale (anche se ormai molto annacquato) e della Social Security... Dovremmo sudare lacrime e sangue per uscirne...
Ah VIVA lo stato sociale verrebbe da dire (ironicamente) rileggendovi! :-)

2) Un'unica annotazione tecnica che mi permetto...
Sì gli USA ne usciranno prima...Però...

Proprio ieri ho letto che la Mitsubishi Ufj, primo gruppo finanziario nipponico, ha acquisito, con un investimento di 9 miliardi di dollari, il 21% di Morgan Stanley.Una delle poche banche americane di investimenti superstiti .

Insomma...Gli USA appartengono sempre meno agli americani.

Audrey

ps. Un saluto particolare, se permettete, a Franco..Ben ritrovato :-)

Anonimo ha detto...

Cara Audrey,
non hai letto bene i miei commenti
a) questa crisi viene da lontano è frutto di anni di mascherata recessione e di crescita drogata
b) Persino grandi gruppi finanziari, che di solito dettano il mercato, ne sono stati travolti
c) l'unica via di uscita che gli usa hanno trovato per uscire da crisi meno profonde è stata la corsa agli armamenti ed alle guerre, cosa che non possono fare in eterno
d) la leadership americana, unico paese dove impera, con Bush, il liberismo, è minata e quì concordo con te che l'america sarà sempre meno degli americani
e) è lampante che se non si correggono le contraddizioni del liberismo ci saranno altre e più profonde crisi
f)dà da pensare che tutti e sottolineo tutti i paesi si sono accordati per misure concordate, ciò significa che nessuno è escluso e che tutti devono rivedere il modello di mercato
g) se non sono gli stati, o strutture finanziarie istituzionali, a manovrare la crisi allora chi c'è dietro?
esecondo la tua tesi esistono delle strutture sovranazionali che dispongono di liquidità illimitate che gli consentono di manovrare il mondo, cosa che non credo sia possibile

Non credo che saranno gli usa ad uscire per primi dalla crisi, anzi, ne intravvedo il declino, conferma ne ritrovo nelle tue parole. Sono sempre più convinto che il sogno americano è naufragato e come avvenne dopo la crisi del 29 che segnò irrimediabilmente 'l'impero britannico questa crisi colpirà gli americani

Ammesso, e non concesso, che escano prima gli usa dalla crisi, perchè liberisti come affermi tu, a che prezzo ne usciranno? senza ammortizzatori sociali, senza sanità, senza garanzie di occupazione?
meglio che la crisi duri un anno in più ma sia più morbida e sopportabile

Come vedi siamo su due linee diametralmene opposte e mi auguro di cuore di avere ragione

Mi piace che all'interno della sinistra si scontrino due visioni differenti, io resto fedele alla concezione marxiana, e materialistica, della storia convinto che Marx avesse ragione nel prevedere la fine del capitalismo schiacciato dale sue stesse contraddizioni.

Cosa verrà dopo è già più difficile prevederlo , sicuramente il liberismo è morto con l'intervento dello stato
ciao

Anonimo ha detto...

@ Audrey perchè hai ftto da censore? i osarei stato interessato a vedere di come un collega pubblicizza il suo sito porno, sono argomenti interessanti

@ altri vari ed eventuali

lo so, avrei dovuto rispondere prima ma sono stato assorbito da campagne pubblicitarie e festini vari. Ho letto i primi 5 commenti di risposta e poi ho lasciato perdere. Troppo lunghi, troppo noiosi, troppo inesatti. Il mio fragile cuore non può reggere moltissimo a cewrte cazzate en plein air. Quindi neache rispondo compiutamente come una persona considerata normale dovrebbe fare, anzi, non scriverò proprio nulla al riguardo. Se voi non volete aprire gli occhi e liberarvi dalla sovrastrutture comuniste io non posso farci nulla. Se vedete il mondo con un unica prospettiva io non posso farci nulla. Non mi piace predicare a delle scatole di scarpe vuote (il deserto è noioso) e più in generale non mi piace predicare affatto. Quindi restate con le vostre verità, io resterò con le mie, consapevole che io ho comunque ragione, voi no.


ps audrey nel suo breve intervento ha dettoi n pratica le stesse cose che ho detto io, con termini diversi certo, sono contento che non l'abbiate attaccata come avete fatto per me( ma vabbè,io sono consapevole che la grandezza risiede nell'attenzione che gli altri nutrono per una determinata persona)e questo dimostra tutta la vostra perspicacia.

franco ha detto...

@ Audrey
@ Massimo

Sinceramente non vedo grandi problemi per il capitalismo/liberismo. Anzi direi che il capitalismo ha vinto la sua battaglia a livello planetario e paesi che non lo erano si sono trasformati in paesi "capitalistici". La Cina stessa ha adottato un modello di sviluppo capitalistico senza quei contraltari che esistono nelle democrazie di stampo occidentale. Sindacati, stampa ecc.
Il mondo nel suo complesso ha adottato questo modello, si ragiona in termini di PIL, di ricchezza prodotta ben poco guardando ad altri parametri di valutazione. Qualità della vita, conservazione dell'ambiente ecc. tanto per fare un esempio.
Il capitalismo ha vinto la sua battaglia, su questo non c'è dubbio alcuno.

Gli USA usciranno prima degli altri dalla crisi perchè non hanno tutti quegli istituti di Social Security che esistono in Europa e come ho già detto, almeno per questo W l'Europa.
Gli USA appartengono sempre meno agli americani ma non da ora. Gli USA hanno sempre vissuto facendosi finanziare. Il debito pubblico USA, una massa enorme di debito non è finanziata dagli americani, che notoriamente non hanno risparmi, ma dal resto delle economie mondiali che hanno investito i loro capitali negli USA stessi. Il sogno dell'americano medio di comprarsi una casa sapete da chi è stato finanziato? dai cinesi che hanno investito cifre enormi in Freddie Mac e Fannie Mae (due agenzie del congresso USA) per finanziare mutui. Questo spiega perchè siano state salvate. Se avessero permesso che fallissero, nel puro spirito liberista, avrebbero ottenuto che gli stranieri sarebbero letteralmente scappati, portando via tutti i loro investimenti e provocando un disastro per gli USA stessi.
La crisi attuale dei mercati finanziari scoppiata negli USA e propagata nel resto del mondo nasce a causa dei mutui subprime perchè quel credito facile che è stato concesso a cittadini americani per comprare una casa è stato spalmato in tutto il mondo attraverso operazioni di ingegneria finanziaria garantite non si sa più da cosa o meglio da quei mutui stessi. Il debito degli americani è stato spalmato a livello planetario. Anche noi italiani dovremo pagare i mutui fatti dagli americani per comprare una casa o per meglio dire, anche noi italiani dovremo rimborsare alle banche i soldi dei mutui concessi ai cittadini americani per pagare l'acquisto di una casa.
Per questo si è posto il problema di nuove regole a livello internazionale.

Dunque perchè gli USA usciranno prima dalla crisi?
Perchè il bilancio del governo USA non deve finanziare tutti quegli Istituti (scuola, sanità, ammortizzatori sociali ecc.) che esistono nell'Europa dell'Illuminismo (e che ci teniamo ben stretta).
Perchè i debiti sono stati spalmati a livello planetario.
Perchè i debiti degli Usa sono un nostro problema, non un loro problema. Il resto del mondo ha finanziato il loro sogno, a noi è rimasto l'incubo.

Per ciò che ci riguarda più da vicino nel senso della critica a questo sistema come ho accennato all'inizio, non vedo nè una malattia mortale del capitalismo, nè una sua possibile implosione a causa delle sue stesse contraddizioni.
A mio modesto parere e come ho più volte accennato in vari miei interventi vedo la necessità di una nuova rivoluzione.
Una rivoluzione culturale.
Una rivoluzione culturale che nasca dall'interno stesso della società capitalistica. Una rivoluzione culturale che metta in crisi i modelli su cui la società attuale si sviluppa. Non a caso ho più volte sollecitato una riscoperta di Herbert Marcuse, un filosofo a mio parere, troppo presto dimenticato.

Anonimo ha detto...

@Franco

condivido molto della tua analisi l'unica cosa che ci contraddistingue, sia chiaro in senso costruttivo, è che io considero concettualmente morto quel sistema di liberismo ingegnato dagli americani. Tutti vogliono riscrivere regole, come dici anche tu, di conseguenza quel iberismo è morto.
Il capitalismo è un altra cosa. E' innegabile che il mondo è capitalista ma con sistemi diversa e, talvolta vedi cina, peggio dell'originale. Resto dell'idea che questo impero si sta deteriorando e piano piano si sgretola. Sono d'accordissimo su Marcuse e sulla rivoluzione culturale. Visto che la televisione attuale non ci aiuta pensi che la neo nata rete del pd ci aiuterà?

Perdonami questa ultima e scherzosa provocazione.
Ciao Massimo

Audrey ha detto...

Grazie per i vs. interventi, sto imparando molte cose :-)
Per es. sapevo bene che la voragine del debito pubblico non è mai stata un problema per gli USA, e avevo letto addirittura che non si sa con esattezza (o meglio non lo sa la FED) quanta sia la massa circolante per il mondo della valuta US $ (ma è possibile questo..chiedo da ignorante in materia?).

Tuttavia, scoprire che Freddie Mac e Fannie Mae sono state potentemente finanziate dai cinesi..beh mi permette finalmente di capire il perchè di certe scelte politiche verso la Cina( e qui mi tocca dare ragione a Massimo :-D Marx aveva proprio ragione quando indicava nei fattori economici gli unici elementi strutturali, tutti gli altri-politica, cultura, società, ecc.- sono solo sovrastruttura).

Io, continuo a pensare che il liberismo si stia evolvendo (come ogni concetto teorico e pragmatico di natura sociale, politica ed economica)verso nuove forme, che tuttavia non ne intaccano il credo di base: il libero mercato e la concorrenza.

Su Marcuse...
Non vorrei risultare troppo noiosa... ma il suo dichiarare che nella "società industriale avanzata" venga meno la possibilità storica di prendere coscienza dell'irrazionalità del sistema costituito ..è chiarissimo!

Il potere economico e politico permea qualsiasi dimensione dell'esistenza della vita dell'individuo.
Nella società di massa la riduzione totale dell'uomo entro schemi sociali prestabiliti annulla ogni possibilità reale di libertà individuale.

Questa è la vera interpretazione moderna del concetto di reificazione marxiano.L'uomo ad una dimensione e l'industria culturale.

Il vero problema è che nè Marcuse nè alcuno della scuola di Francoforte hanno mai dato una risposta a come superare questa reatà storica ed econimica, costituita in modo da paralizzare ogni critica ed ogni potenzialità rivoluzionaria.

Buona domanica, Audrey

ps anonimo aka Lord
Non avevo dubbi che molti nemici molto onore fosse una delle tue massime preferite :-)
sul resto..non era un sito..ma un gruppo di Google su una pratica particolare. Se sei interessato ti dò via mail le coordinate lasciate dal tuo collega :-P

Audrey ha detto...

Domanica???????

DOMENICA!!!!
Sorry :-)

franco ha detto...

@Audrey
hai ragione su Marcuse e la scuola di Francoforte. Non hanno dato risposta su come superare questa realtà storico-economica. Ma se la critica che essi rivolsero a questo modello di società fosse ripresa, interpretata e sviluppata, avanzata forse potremmo trovare nuove strade.
Se ben guardiamo è da lì che nacque il '68, la scintilla genitrice di quella rivolta. Una rivolta che nacque esattamente da Berkeley, e quindi dall'interno stesso degli USA, l'allora paese più sviluppato al mondo. Non dai proletari o sottoproletari americani ma da una delle fabbriche del sapere.
Sono un agnostico totale e se mai ho mitizzato qualunque religione nemmeno mitizzo le capacità divinatorie di Marx. Anche lui commise degli errori e leggere la storia e l'evoluzione economica con gli occhiali di 150 anni orsono può far leggere una storia ed una sua possibile evoluzione in termini quantomeno non attuali. C'è bisogno di un salto in avanti, di un'evoluzione del pensiero, di un'evoluzione della critica. Da queste evoluzioni nasceranno soluzioni.
Oggi siamo all'involuzione, all'annichilimento della critica, tutti dentro gli schemi costituiti. Le critiche che ascolto sono tutte interne al sistema dato. Manca la prospettiva, il sogno, il motore di un possibile superamento dello status quo.

Anonimo ha detto...

avete ragione. Non mitizzo nemmeno io Marx, ma come lui parte dal pensiero protosocialista ristrutturandolo economicamente così noi dobbiamo partire da Marx. Sulla evoluzione del liberismo è intrinseco che vi sono da ripensare nuove strutture, per questo dico che è morto il liberismo della scuola austriaca e di Bush. Poichè non si va nella direzione del comunismo è chiaro che si struttura una nuova forma di capitalismo, e questo avverrà sino al suo superamento. Manca davvero a noi il sogno, è già tramontato, bellissima e come sempre lucidissima, la canzone di Gaber qualcuno era comunista. Anche il sogno americano è miseramene tramontato.
massimo

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