domenica 18 maggio 2008

Goya, il sonno della ragione genera mostri. Perchè sento quest'opera così attuale?



L'incisione di Francisco Goya Il sonno della ragione genera mostri (1797-1799)

Realizzata con le tecniche dell'acquaforte e dell'acquatinta, fa parte della serie intitolata Capricci, nella quale il grande pittore spagnolo espresse una ferma condanna all'oppressione del potere, all'ottusità della superstizione e a ogni forma di sopraffazione, dando vita a immagini di potente suggestione.

25 commenti:

Blanche ha detto...

Anch'io la sento di spaventosa attualità.
E tremo.
Ma forse non per gli stessi motivi...
Oppure alla radice c'è una sintonia, che però si divarica quando si arriva a giudicare certi fatti.

Anche se in fondo desideriamo la stessa cosa, ma occorre un cammino lungo e difficile perché origine fine coincidano.

Buona giornata!

Violaine/Anna

Comicomix ha detto...

Perchè la ragione si è addormentata, da diverso tempo. E non dà segni di volersi svegliare.

E' tipico dei tramonti di un epoca, ed è certo che da qualche anno stiamo vivendo la transizione da un vecchio ordine ad uno nuovo.

Il sole risorgerà, ne sono certo. Ma sapere qwuanta pioggia cadrà, e i danni che essa provocherà, spaventa anche me.

Un sorriso lo stesso

C.

Audrey ha detto...

Cara Violaine,
che piacere vederti su queste pagine!
Lo sai che le tue parole e le tue opinioni, anche se frequentemente discordanti dalle mie, rappresentano per me sempre un graditissimo motivo di confronto.

Io credo che sebbene noi 2 si abbia punti di partenza e di valutazione diversi, si arrivi ad avere in comune un senso di smarrimento rispetto a molto di ciò che oggi ci circonda.

Smarrimento che deriva, essenzialmente, da il percepire una grande povertà di valori di riferimento. E quando parlo di valori non mi riferisco ad aspetti "semplicemente" moralistici e/o comportamentali, ma alla consapevolezza che ognuno di noi dovrebbe avere (dentro di sè) della propria dignità verso il mondo esterno.
Oggi manca la "compassione" etimologicamente intesa con sentire l'altro, avere rispetto dell'altro e condividerne il comune destino di persona.
E questa povertà morale si traduce in una grande povertà etica.

Un caro saluto, un po' preoccupato :-) Audrey

Audrey ha detto...

@ carissimo Carlo,
leggere il tuo sorriso sul mio blog..beh mi dà sempre speranza!

Concordo con te che siamo in un'epoca di passaggio, di mutamento e che (come sempre accade) è complicato analizzare i cambiamenti mentre sono in corso d'opera.
Però, sinceramente, non sono molto ottimista e quello che vedo e quel poco che riesco ad analizzare, mi piace poco, perchè, come scrivevo prima a Violaine, mi pare si stia perdendo il senso reciproco dell'essere uomini.

Un abbraccio stretto,
Audrey

anna ha detto...

Cara Audrey, anche a me fa piacere confrontarmi con te.
Bello quando parli di povertà di valori di riferimento che diventa anche povertà etica: concordo in pieno.

E davanti a questo, io credo che chi ha dei valori collaudati, perchè affondano in una tradizione di secoli, debba farsi carico di testimoniarli per il bene di tutti.

Lo ritengo doveroso perchè ognuno può e deve fare quel poco che è in grado di fare.

Da questo punto di vista ti ringrazio tantissimo per questo post che ci ha ricordato il baratro verso il quale rischiamo di precipitare se non prendiamo in mano le nostre vite e non viviamo la nostra responsabilità fino in fondo.

Un abbraccio

Lord Brummel ha detto...

siete davvero noiosi a volte. La vita è una sola godetevela! i valori, le idee,la cultuta sono così inutili...

amicusplato ha detto...

Ho avuto la fortuna di vedere questa pittura nelle stanze del Goya al Prado di Madrid. A differenza di quanto si pensa abitualmente, Goya si riferiva al sonno della ragione dei francesi di Napoleone, che avevano invaso arbitrariamente la Spagna facendo scatenare la celebre 'guerrilla', a cui l'esercito francese rispose con rappresaglie orrende. Il sonno della ragione era quello degli illuministi, dei laici, per intendersi...
Sì, oggi c'è molto sonno della ragione, e bisogna ancora una volta vedere da che parte è... ;-)
Ciao!

amicusplato ha detto...

Devo correggere una mia imprecisione nel commento precedente. I Capricci, di cui fa parte il disegno del post, e che si può vedere al Prado nelle stanze della guerrilla antifrancese, furono disegnati prima dell'invasione dei francesi in Spagna, anche se già imperversavano in Europa; per cui il sonno della ragione era non solo quello illuministico ma anche per esempio quello dell'inquisizione spagnola...
Ribadisco che anche oggi il sonno della ragione è molto ampio....
Ciao!

Audrey ha detto...

Caro Amicus,
io veramente conosco una storia un po' diversa intorno ai Capricci di Goya.

Molti critici d'arte fanno risalire lo spunto e l'influenza filosofica alla base di queste opere a Jean Jacques Rousseau, proprio nello spirito "pedagogico" che le anima.

Hughes recentemente ha addirittura avanzato l'ipotesi che il filosofo francese sarebbe stato raffigurato, in un primo tempo, in questa incisione, illuminato sopra l'uomo dormiente (lo stesso Goya) assediato da pippistrelli e gufi rappresentanti l'oscurantismo.

Ti ricordo inoltre che quando le tavole uscirono attirarono l'attenzione (di certo non benevola) dell'Inquisizione Spagnola, ancora potente, tant'è che il pittore preferì donare le opere al re Carlo III° per mettersi al riparo da accuse e processi.

Processo da parte dell'Inquisizione Spagnola che peraltro non gli fu risparmiato nel 1800.

I Capricci sono stati creati con lo scopo di elencare i vizi e le superstizioni che rendevano la Spagna un paese arretrato.

Seguendo l'insegnamento degli enciclopedisti (Diderot) Goya voleva, attraverso un linguaggio universale come quello dell'arte, "cacciare le dannose volgarità e perpetuare la solida testimonianza della verità".

E tutto questo sinceramente lo vedo ben poco anti illuminista, anzi...

Un caro saluto, e scusami la prolissità
Audrey

Ps per i riferimenti bibliografici del tutto ti segnalo:

Filosofia della Pittura. Da Giorgione a Magritte
di Reinhard Brandt
ed. Bruno Mondadori

Goya,
by Robert Hughes (non edito in Italia)

Mentre ti consiglio un bellissimo film (poco noto in Italia) che si chiama "L'ultimo Inquisitore" di Milos Forman del 2006 che è ambientato nel 1792 ed anni seguenti, e racconta proprio una storia che vede protagonisti l'Inquisizione Spagnola, Goya e le vicende della Spagna di allora, attanagliata ed oscillante tra oscurantismo inquisitorio e terrore giacobino.

franco ha detto...

caro amicusplato concordo con te.
Tanto è vero che l'Inquisizione spagnola intervenne immediatamente per ritirare le copie ritenute blasfeme o scandalose.
"Il sonno della ragione genera mostri". E' proprio vero.

amicusplato ha detto...

Sì, i Capricci nascono in questo clima; ma poco dopo Goya dipingerà a colpi di spatola l'epopea della 'guerrilla' spagnola, nella quale esalta l'eroismo e la grandezza del suo popolo contro gli oppressori fanatici francesi (il capolavoro di Goya è il celebre 3 Maggio 1808 (detto anche I fucilati del 1808)...
E il disegno del post di Audrey è collocato in quelle stanze del Prado, come un percorso ideale. Il sonno della ragione genera mostri sia quando la religione diventa strumento di potere, sia quando la ragione laica diventa strumento di oppressione nei confronti di un popolo religioso e fiero delle sue tradizioni.
Stiamo attenti a ogni genere di fanatismo...

@ Audrey. Il film di Forman non coglie assolutamente la tragicità della guerrilla spagnola e del pittore (Goya) che l'ha immortalata...
Goya con le sue Stanze del Prado è il Tolstoj di Guerra e Pace: una dura condanna della ragione illuministica che è diventata intollerante e violenta nei confronti di popoli con altre idee.
Ciao!

franco ha detto...

@amicusplato
come fai a dire queste cose? cioè una "dura condanna della ragione illuministica" ecc. Da cosa lo deduci? Goya fece una satira grottesca dei pregiudizi, delle assurdità della società spagnola dell'epoca. Se la prese con tutti, dal clero alla nobiltà, dalle classi più povere fino alla famiglia reale. Questi sono i "capricci". E sono del 1799.
Il 1808 è un'altra storia. C'è l'invasione napoleonica nel mezzo.
E se permetti un'invasione militare è difficile definirla illuministica.

franco ha detto...

non ricordavo e sono andato a controllare. Il quadro "3 maggio 1808" è del 1814 e dopo il 1808 Goya andò a rifugiarsi proprio in Francia.

amicusplato ha detto...

Scusa, Franco, ma le hai viste le Stanze di Goya del Prado? Sono un centinaio di pitture, tra cui i due grandi affreschi del 2 e 3 maggio 1808, in cui si narra (perché è una narrazione drammatica) la lotta del popolo spagnolo (uomini, donne, perfino ragazzi) contro gli invasori francesi del Re Bottiglia (così era chiamato il fratello di Napoleone, Giuseppe Bonaparte, grande bevitore). Oltre sei anni di guerrilla (il nome viene da lì), nei quali furoni tenuti in scacco centinaia di migliaia di napoleonici, fino alla resa finale.
Un'epopea grandiosa del popolo spagnolo, descritta da Goya. Questo è Goya.
Gli ultimi anni, nel 1814 in Francia non c'era più Napoleone, amico mio; e Goya, cattolico, moderato e ammalato, se ne andò a farsi curare. Si deve anche dire che la Spagna, dopo la lotta napoleonica, lo deluse abbastanza, perché si ebbe un regno piuttosto retrivo, come accadde con la restaurazione in Europa. Ma questo non toglie che Goya, come Tolstoj, ha condannato il sonno della ragione degli illuministi che con le baionette dei napoleonici diventarono oppressori di popoli in Spagna, così come in Russia e in molte altre nazioni europee.
Oppure sei per la esportazione delle tue idee con le baionette?
Ciao!

rossaura ha detto...

Come al solito, non riesco a seguire cos� dotte disquisizioni, ammiro tanto il sapere e tanto l'interpretare, ma il titolo dell'opera e l'immagine, che ricordo di aver visto anch'io al Prado, mi fanno pensare a questo momento storico e culturale del nostro paese (ma non solo del nostro)e mi porta a valutare questo periodo che credo anch'io di transizione, come un momento oscuro del nostro tempo dove le idee che sono la nostra ragione sono intorpidite e latenti e questo "sonno" crea l'incubo del non controllabile, la paura di quello che la non ragione ci costringer� ad affrfontare.
Tutto ci� mi fa pensare stranamente all'esistenzialismo e alla sua filosofia (J.P.Sartre per intenderci) che considera che � Non si fa quello che si vuole, tuttavia si � responsabili di quello che si �. � pertanto dobbiamo coscientemente prenderci la responsabilit� di quanto ci circonda anche se non � stato voluto o se lo viviamo come un incubo, anche se non � la nostra ragione ad essere addormentata, ma la ragione del mondo, le idee illuministe e umaniste che sono fiorite e rifiorite in vari periodi storici.
Sono propensa a credere, anche se non supportata da tanto sapere, che Goya volesse rappresentare la sua critica verso l'incapacit� umana di aprirsi alla ragione e alla verit� quindi molto vicino ad un'idea illuminista non filosofico religiosa della ragione.
Ovviamente a volte le opere d'arte vengono vissute con la propria sensibilit� e quindi la mia opinione si discosta da quella di Amicus per ovvi motivi, ma la vedo dura interpretare Goya come anti illuminista ;-)
Come dicevo noi siamo responsabili di quello che si � e quindi responsabili di ci� che ci circonda. Tutto questo per dire che non dobbiamo lasciar addormentare anche la nostra ragione e dobbiamo restare vigili per poter affermare comunque la logica e la verit�....
Sono troppo illusa?
Saluti mattinieri
Ross

amicusplato ha detto...

Cara Rossaura,
evidentemente non mi sono spiegato bene...
Non ho detto che Goya fosse antilluminista (per me ad esempio, l'illuminismo è uno dei momenti più alti del pensiero umano); ho detto che dal 1793 (il Terrore) al 1814 la ragione illuminista francese dormiva e vennero fuori mostri.
L'invasione della neutrale Spagna, come della Toscana, come della Russia, etc., l'idea di imporre con le baionette il pensiero unico della Grande Nation, passando sopra tradizioni, idee religiose, varietà di culture, è il primo tentativo di imperialismo dell'epoca moderna, con milioni (dico, milioni) di morti ammazzati sull'altare di un'ideologia che era partita dall'illuminismo (libertà, uguaglianza, fraternità) e che finì in un bagno di sangue.
La storia è questa.
Goya ha descritto questo bagno di sangue, per quanto riguarda la Spagna. Non basta dire che fu inquisito dall'Inquisizione (e assolto) bisogna anche dire che ha descritto gli 'Orrori della Guerra' portata dagli eredi dell'illuminismo addormentato e l'eroica insurrezione di un popolo cristiano e lealista, che difese la sua identità culturale e religiosa, opponendosi ad una feroce dittatura.
Ciao.

Audrey ha detto...

Mi sembra profondamente ingiusto il giudizio che tu dai della Francia post 1789.
E' a quella Francia se oggi abbiamo una concezione dello stato moderno, democratici e laico (è questo che ti urta un po'? :-P).

I francesi non portarono solo oppressione, razzie e malattie, anzi...
Portarono un sistema di amministrazione pubblica, portarono un sistema di istruzione pubblica, portarono un sistema giudiziario estraneo alle influenze ecclesiastiche, portarono in poche parole lo stato moderno in tutte le sue forma dovunque arrivarono.

In Russia (dove Napoleone transitò senza mai arrivare alla presa di possesso della nazione) la situazione rimase lontana da uno stato moderno fino al 1917.
La Guerra è sempre fonte di orrori, ma c'è guerra e guerra. Ci sono guerre di repressione e guerre di liberazione.

Come diceva Mao...La rivoluzione non è un pranzo di gala.
Mao sarà stato poco illuminista ma era un gran rivoluzionario ed un gran guerriero.

Ps, Certo che le dinamiche che scaturiscono dai commenti dei post sono sempre affascinanti ed imprevedibili.
Bellissime da seguire. Grazie :-)

amicusplato ha detto...

Carissima Audrey,
al tempo del Terrore funzionavano in Francia mille ghigliottine e furono eliminati fisicamente tutti gli oppositori politici, comprese intere regioni. Hai mai sentito parlare della Vandea, nonché Britannia e Normandia?
Questi popolani erano per il re, la legge e la fede (un roi, une foi, une loi). Furono sterminati da Kléber e dall'esercito mandato da Parigi più di 150.000 popolani.
Nella Spagna di Goya furono sterminate intere città (la siempre heroica Zaragoza è l'esempio più famoso, 50.000 persone passate per le armi).
Quello che accadde in Russia è descritto in molte pagine da Tolstoj; basta leggerlo. Napoleone portò al macello oltre 600.000 soldati, e invase una nazione con cui pochi anni prima aveva finalmente concluso un trattato di pace; e invase non perché fosse giusto, ma perché, come dice Tolstoj, ormai era giusto quello che faceva lui.
Tutto il popolo russo partecipò (per questo non fu una scampagnata napoleonica, cara mia), bruciando raccolti, facendo terra bruciata, e facendo atti di guerriglia come accadeva in Spagna; il generale inverno e Kutuzov fecero il resto.
I signori Lenin e Stalin hanno fatto fuori 20 milioni di persone, per 'ammodernare' la Russia; Mao ne ha fatti fuori anche di più e a quanto pare anche oggi in Cina il vizio non è terminato (e le femmine sono eliminate per legge).
Se per democrazia laica intendi queste cose, contenta te...
Quando nel 1799 i francesi invasero il Granducato di Toscana, libero, pacifico e neutrale, Pietro Leopoldo aveva già fatto la 'rivoluzione' senza ghigliottina e prima della Francia: nel 1786 aveva abolito la pena di morte e la tortura, aveva abolito i privilegi ecclesiastici e aveva emanato il codice leopoldino che divenne un esempio di civiltà nel mondo. Non ci fu una sola vittima, lo stato era laico, molto laico per essere precisi.
Cara Audrey, il giacobinismo è finito; le ideologie imposte con la baionetta (o con i carri armati) sono state condannate dalla storia.
L'illuminismo di Voltaire e di Montesquieu non è quello di Robespierre, o di Lenin o di Mao.
Se per fare delle riforme si devono massacrare tante persone, non capisco dove sia la democrazia...
Gli immortali principi del 1789 sono un esempio di civiltà e un grande passo avanti della storia, e in essi mi rispecchio pienamente.
Ciò che è accaduto con il giacobinismo, e cioè la violenza di ogni tipo contro gli oppositori politici, questi non solo non li accetto, ma vanno contro i pricipi del 1789 e Voltaire si rivolterebbe nella tomba.
Per quanto mi riguarda, non ho altro da aggiungere.
Ciao.

Riccardo ha detto...

La Francia del 1789 è la creatrice della democrazia partecipativa. Basta leggere le righe di Alexandre Lenoire per trovare come i giacobini prendessero per gli orecchi il popolo e lo portassero alle riunioni. Certo, viene il dubbio che se il popolo non voleva le riunioni, certo non era maturissimo come clima. Ma in realtà fu il primo vero segnale moderno di lotta all'oppresione, religiosa e monarchica. Da lì nasce lo stato laico. Da lì, ma soprattutto dalla comune parigina nasce lo visione partecipativa.
La Russia e la Cina sono argomenti a parte, due visioni radicalmente diverse l'una dall'altra ed entrambe dalla Francia. Lenin mi sta a cuore per molti punti, ma è anche vero che anche lui, tra "tutto il potere ai soviet" e la Nep non sapeva bene cosa fare (infatti scrisse, come punto di domanda a Marx "Che fare?")... vabbeh, mi sto dilungando un tantino per essere un commento...
salutoni ;)

rossaura ha detto...

OT dalla rivoluzione francese ai meme di ross, adesso prenditi questa responsabilità e non cire che ti ci ho portato per le orecchie
Ciao Ross

Comicomix ha detto...

Grazie per il grazie. Sorridere mi piace, e sorridere a certe persone e in certi luoghi mi piace anche di più.

Io ho invece una grande speranza, perchè, se guradiamo alla storia dell'umanità, periodi più o meno critici e di riflusso profondo e sgradevole non sono mai mancati. ma alla fine, sono le forze che spostano il confine più in là a prevalere. Certo può essere che in questi scherzi della storia ci si senta (forse, si sia) travolti, ma anche se sembrano prevalere le ombre io vedo le luci.

Un sorriso anzi 1789
CC

franco ha detto...

Sinceramente non capisco. Siamo passati da una disquisizione sui “capricci” di Goya all’interpretazione di un quadro sempre di Goya dove secondo me non c’è la rappresentazione di un’esecuzione capitale ma anzi è un grido di libertà, è l’insopprimibile desiderio di libertà, di cambiamento che vince. Il vittorioso non è l'esercito occupante, il vittorioso è il patriota che combatte contro l’occupazione da parte dell’invasore. Non c’entra niente la Spagna cristiana e lealista. E’ un popolo che combatte l’invasore. Poteva essere di qualunque confessione religiosa. Così come fu in Italia contro l’invasore nazista. In Italia parliamo giustamente della Resistenza all’invasore, non parliamo in generale di resistenza cristiana, atea o ebrea. Parliamo di Resistenza. Dopo, ma solo dopo, possiamo fare tutte le distinzioni che vogliamo.

Dopo si è passati ad una disquisizione sul 1789, al giacobinismo, all’illuminismo, al terrore, alla Vandea, a Marx a Mao ecc. Calma. Sarà mica un po’ troppo???

Su una cosa mi preme comunque porre l’accento. Non accetto l’idea, o per meglio dire rifiuto categoricamente la velata accusa fatta da Amicusplato sia nei miei confronti, sia nei confronti di Audrey di una presunta sponsorizazione o supina accettazione che le ideologie possano essere imposte con le baionette.
Non credevo ce ne fosse nemmeno bisogno dirlo ma visto che quasi si richiede una dichiarazione d’intenti la farò:
Né con le baionette, né con i carri armati, né con il terrore, né con santi, santini o crocifissi vari di qualunque credo o confessione si può imporre ideologie. Troppi disastri hanno fatto.

Audrey ha detto...

Crredo siamo riusciti a fa arrabbiare l'amico "Amicus" :-)

In linea generale mi ritrovo nei commenti di Franco, Rossaura e Riciard.
Credo sia una questione di formazion culturale, non di ideologia.
Questo non vuol dire, assolutamente, che non rispetti le opinioni altrui, anche quando un pochino oscurantiste (ed ora Amicus si inc..ancor di più :-D)
Credo il punto focale sia l'interpretazione del concetto di "storia" il mio è legato all' interpretazione marxiana ed alle sue successive elaborazioni.
Lo ammetto.
E' tanto grave? Oggi pare proprio di sì.
Un caro saluto a tutti,
Audrey

franco ha detto...

....pazienza....

Martina Buckley ha detto...

Com'è che mi son persa questo thread? Io da sempre filogiacobina e grande ammiratrice di Robespierre (la cui figura storica è stata così tante volte travisata)? :D
Vabbé pazienza, sono in ritardo, sarà per la prossima discussione sulla rivoluzione francese ;)

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