domenica 4 gennaio 2009

PUO’ L’ANSIA D’ ISRAELE GIUSTIFICARE QUESTA CARNEFICINA?

Anche l’esercito tra i più potenti al mondo, anche se combatte con aerei, marina carri armati e reparti ben armati contro Kalashnikov , necessita di tempo per programmare l’offensiva.
IL Vietnam e l’Iraq insegnano …… Il grande sforzo, gli israeliani, lo hanno compiuto sul piano dell’intelligence. L’ambasciatore negli usa ha tessuto alleanze, ce ne era bisogno con Bush?, accusando la lunga mano iraniana, allargando le responsabilità del conflitto.
Anche sui tempi hanno lavorato, la successione della presidenza UE con l’incarico ai cechi, preventivamente convinti ad una posizione di appoggio, ha avuto l’effetto di dividere e neutralizzare la fragile ed inconsistente politica estera europea.
Sul fronte ONU scontato il veto USA, ma se anche così non fosse stato Israele non ha mai rispettato le risoluzioni, e comunque non avrebbe fermato l’azione.
Nel frattempo il vero scopo lo hanno già realizzato. Infrastrutture completamente distrutte, potenzialità produttiva annientata , sul fronte psicologico un misto di rabbia impotenza paura e dolore, profondo dolore. Ferite insanabili, come se non avessero già.
Il loro vero obiettivo umiliare un popolo e portare quel lembo di terra al pari del terzo mondo.
Domani parleranno di pace , vorranno imporla alle loro condizioni senza la minima resistenza altrimenti si ricomincia da capo.
Brutti, veramente brutti, pensieri mi pervadono faccio fatica a non ascoltarli. Il senso di rabbia dolore e impotenza mi annebbia le idee. Vediamo gli sviluppi cercando di restare umani, almeno noi.

4 commenti:

Michele ha detto...

Innanzitutto rispondo brevemente alla domanda del titolo: no, non puo'.
Israele ha ricevuto appelli di "cessate il fuoco" un po' da tutti (anche dal Papa, di cui in rete, colpevolmente secondo me, si ricordano solo le azioni e le parole piu' controverse e non le altre), ma piu' pervicace del senatore Villari (solo che la' e' una farsa con risvolti tragici, qua una tragedia e basta) ha deciso di andare dritto per la sua strada.
Ho detto "Israele", ma avrei dovuto dire il "governo israeliano": non bisogna mai confondere i governi con i popoli, ne' tanto meno con le elite intellettuali (si pensi alle posizioni di un Grossman, per esempio).
In ogni caso, la tragedia del popolo palestinese c'e' ed e' immane: le "bombe intelligenti" e gli "attacchi mirati" sono favolette tragiche cui non crede piu' nessuno.
E' importante che la Rete si occupi di temi fondamentali come questo... anche se sarebbe meglio che non ci fosse tale necessita'.

Mikelo

Anonimo ha detto...

le bombe intelligenti esistono, è che le lancia che non lo è.

In israele ora solo il 20% condanna l'intervento. Potere della mistificazione. O forse credono di avere dio dalla loro parte. Possibile che non vedano l'orrore?
Prim

Michele ha detto...

Dio e' stato usato spesso a sproposito nel corso dei millenni, ma - parafrasando Nietzsche - questo non e' un argomento contro la sua esistenza.
Per il resto siamo d'accordo.

Mikelo

Martina Buckley ha detto...

Anch'io rispondo al titolo, con dolore: un inequivocabile NO.
Vivo in un paese che nei secoli e decenni scorsi è stato massacrato e smembrato proprio a causa dell'ansia di una superpotenza colonialista vicina di casa (qualche analogia?) che aveva paura di perdere il controllo. Nel momento in cui tutti hanno capito che il dialogo è meglio del potere, le cose si sono risolte.
Israele non è pronta al dialogo, non è pronta a perdere alcune posizioni di potere. E finché questa premessa fondamentale non verrà instaurata, il genocidio dei palestinesi continuerà. Il mio cuore va a Vik, una persona il cui coraggio ed onestà di intenti invidio.

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